domenica 15 novembre 2009
Ed ora, Mr B?
Hai battuto i piedi, hai fatto la faccia feroce, hai alzato le mani al cielo, Hai ululato alla luna con chi, uomo, voleva farti ragionare, ed alla fine hai avuto il tuo giocattolo. No, davanti ai giudici io non ci vado! Sono cattivi! Ce l'hanno con me! E poi, in quest'Italia a chi vuoi che importi che tanti anni fa ho corrotto qualcuno? Allora come ora, ne sono uscito pulito. Ed ora che ho in mano tutta la potenza che mi fa l'uomo più importante d'Italia, che ho in mano tutti i giornali e le televisioni per far credere quello che voglio io, giusto ora quattro giudicattoli vogliono tirar fuori qualcosa che mi imbarazzi? Non sarei mai condannato! E chi mi farebbe mai arrivare ad un giudizio finale! ma io non voglio neanche che comincino a metter mano a cose vecchie di un secolo che possono far sorgere dei dubbi sulla mia integrità morale. Sono quindici anni ormai che riesco a farla franca! E vorrebbero che inceppassi su meschinità? Ed è bene, anche se non era proprio quello che avevo pensato in un primo momento, che tutti quegli amici miei che per adesso sono un poco nei guai ne escano anch'essi puliti. Ma si! Vita nuova. E che coloro che si aspettano un giudizio per avere giustizia vadano a cercarla altrove. Li conosco i miei amici. Sono tutti come me. Hanno solo fatto di tutto per arricchirsi e per salire quella scala che io ho salita e che tanti mi invidiano. La società siamo noi che la modelliamo. E se qualche volta a qualcuno qualche ciambella non viene col buco, è bene proteggerlo. Per solidarietà fra uguali. O "quasi" uguali. Nessuno è riuscito a raggiungere le mie vette.
giovedì 12 novembre 2009
Ancora una volta
Ancora una volta sento pesarmi addosso, per intero, il peso dell'impotenza che ci schiaccia, noi italiani, di fronte alle soperchierie ed alle porcherie che vengono fatte da chi ci governa. Lo stesso senso di impotenza che mi umiliava nell'episodio che raccontavo nello scorso post. E stavolta si tratta dell'enorme abuso che si sta compiendo con il provvedimento salva- berlusconi con la legge sul processo breve. Un abito su misura per evitare che si possa giudicare un uomo per i delitti che tutto lascia pensare abbia commesso. Ed ora sono anni ed anni che dura questo sconcio. Una persona sicura della ineccepibilità del proprio comportamento non passerebbe la vita cercando di sfuggire ai giudici. Sono tanti quelli che si sono occupati di lui? Sono tante le cause alle quali è riuscito a sfuggire? Ma mai come adesso, in maniera tanto sfacciata, la condanna di Mills condanna apertamente anche lui. Occorrerebbe che tutto un parlamento di onesti lo condannasse, ed invece si tira dietro tanta gente ed in così palese malafede, da fare disperare che questa povera Italia possa mai uscire dalla fogna in cui è caduta.
E guardo alla sinistra, unica speranza in tanto marasma...disperato. Non vedo nessun lieder in grado di riprendere in mano la situazione e rovesciare il tavolo da gioco, rendendosi conto che non di un gioco si tratta, ma della sopravvivenza stessa dell'Italia fra le nazioni civili.
Penso anche all'obiettiva difficoltà, per un cattolico, di essere e militare nella sinistra. Il bisogno di lottare ingiustizie, di portare avanti ideali di libertà vera e di uguaglianza, il desiderio di cominciare, dando la possibilità a tutti di partecipare, un nuovo cammino dove si portino avanti i veri valori civili, si scontra con una malintesa laicità dello stato, che per tanti significa solo laicismo ed anticlericalismo. La difficoltà di urlare la sacralità della vita ed il bisogno di difenderla ad ogni costo...viene considerato erroneamente valore di destra, e solo perchè, per interesse politico, la destra sta facendo finta di difendere questi valori a lei estranei, per arruffianarsi quei cattolici che ci cascano.
Alla fine, mi sento in mezzo ad un guado e non mi riconosco in alcuna casa. Vorrei una sinistra dove si desse il giusto spazio a dei valori comuni, lasciando una libertà di coscenza a tutti per tutto ciò che si riferisce all'ordine motale. Invece mi sento rifiutato e sto da parte a farmi il fegato fradicio vedendo come lui viola ogni principio di giustizia, e guardando quei tanti poveri che da lui hanno avuto solo beffe. E mi devo scansare dalle sfacciate menzogne volanti che mi girano attorno e che colpiscono come dure pietre tutti noi che le conosciamo per tali.
lunedì 2 novembre 2009
Allucinante!!!
Mi è successa una cosa allucinante. Ne sono appena uscito ma con le ossa rotte.
Come sapete quest'estate sono stato fuori. Prima a Taormina e poi a Roma: in totale una ventina di giorni.
Sia prevedendo qualcosa di simile e sia perchè sono pigro e distratto faccio tutti i miei contratti di fornitura con pagamento RID e fin ora ho vissuto tranquillo.
Senza che mi rendessi conto di cambiare società, dalla fornitura Enel servizi per l'energia elettrica, sono passato ad Enel Enegia. Sempre disponendo per pagamento RID delle bollette.
Bene. Durante una delle mie assenze mi è arrivata una bolletta da pagare con la nuova compagnia. A casa. Naturalmente non è stata pagata. E durante la seconda mia assenza è arrivato il sollecito al pagamento, per raccomandata regolarmente andata a finire alla Posta in deposito.
Al mio ritorno in città, ritiratala, ho provveduto a pagare immadiatamente quanto dovuto, il 6 di ottobre, tranquillo di avere risolto ogni cosa.
Il 12 di ottobre, all'improvviso mi viene a mancare la corrente elettrica. Dopo consulti vari, mi si dice da Enel Energia che in realtà mi si era effettuata una diminuizione drastica dalla potenza che però, avendo io pagato la bolletta, era non dovuta e da considerarsi un errore. Avrebbero provveduto a ripristinare la fornitura immediatamente.
Vi racconterei del mio calvario giorno per giorno ma ve lo risparmio perchè so quanto lungo e monotono sarebbe il racconto.
A farla breve: la diminuizione di potenza è andata aventi fino al giorno 25. Telefonate, fax e proteste varie con coinvolgimento di Altroconsumo, non hanno prodotto altro risultato che assicurazioni giornaliere di segnalazioni urgenti da parte di Enel Energia al servizio Enel perchè mi ridessero l'intera potenza di contratto.
Naturalmente, vista l'inutilità dei miei sforzi, mi sono rivolto al mio avvocato per fare fare una disposizione urgente dal giudice. Ma il tempo ci voleva comunque. Ed io restavo a casa senza poter usare freezer, frigoriferi, lavatrici, cucina elettrica, e perfino computer: tutto fermo, con la sola possibilità di accendere qualche lampadina.
Bene. Il giorno 26 ottobre, invece di ridarmi potenza mi tagliano completamente la fornitura: al buio completo, con l'aggravante che il mio telefono diventa muto perchè, avendo Tiscali, il suo funzionamento è legato alla corrente elettrica. Niente elettricità niente telefono e niente fax.
Cominciano gli appelli al Servizio clienti Enel energia che, da cellulare sono a pagamento, e salato. Ogni telefonata al call center richiede minimo 20 minuti e serve solo a sentirmi dire che mandaranno un sollecito.
Il senso di impotenza che mi aggredisce è incredibile. Non vedo altra soluzione che continuare a telefonare ben sapendo che non servirà a nulla.
Dopo 6 giorni al buio, in questa situazione kafkiana, ho l'idea di recarmi personalmente presso un Punto Enel. Faccio fatica a scoprire qual'è quello al quale è utile rivolgersi. Avrei dovuto leggerlo nel sito Enel energia...ma senza computer...
Alla fine ho trovato il posto giusto. Ho trovato un'impiegata cortese e comprensiva che, dopo avermi detto anche lei che avrebbe fatto una segnalazione, comprendendo che stavolta avrei ucciso, ha fatto delle telefonate; delle semplici telefonate, ma alle persone giuste. Le stesse che non avevano ricevuto alcun sollecito fatto via e-mail dagli uffici. Sono stato con lei, a seguire ogni suo intervento ed ogni sua telefonata pe tre ore. Ma infine la frase risolutiva: Questo pomeriggio verrà a casa sua una squadra per vedere se c'è un guasto.
E quella sera ho riavuto la luce.
Ma vi rendete conto? Dopo giorni e giorni di lotta inutile per l'unica strada che mi si diceva praticabile e che era inutile anch'essa. Il tutto sarebbe andato avanti ancora per quanto?
Adesso il mio avvocato si occuperà di chiedere i danni, ed io, appena ho avuto la possibilità di fare un fax, ho immediatamente cambiata la società fornitrice.
Ed ora sono stressato anche solo per il fatto che vi ho raccontato tutto questo.
O ME lo sono raccontato?
Come sapete quest'estate sono stato fuori. Prima a Taormina e poi a Roma: in totale una ventina di giorni.
Sia prevedendo qualcosa di simile e sia perchè sono pigro e distratto faccio tutti i miei contratti di fornitura con pagamento RID e fin ora ho vissuto tranquillo.
Senza che mi rendessi conto di cambiare società, dalla fornitura Enel servizi per l'energia elettrica, sono passato ad Enel Enegia. Sempre disponendo per pagamento RID delle bollette.
Bene. Durante una delle mie assenze mi è arrivata una bolletta da pagare con la nuova compagnia. A casa. Naturalmente non è stata pagata. E durante la seconda mia assenza è arrivato il sollecito al pagamento, per raccomandata regolarmente andata a finire alla Posta in deposito.
Al mio ritorno in città, ritiratala, ho provveduto a pagare immadiatamente quanto dovuto, il 6 di ottobre, tranquillo di avere risolto ogni cosa.
Il 12 di ottobre, all'improvviso mi viene a mancare la corrente elettrica. Dopo consulti vari, mi si dice da Enel Energia che in realtà mi si era effettuata una diminuizione drastica dalla potenza che però, avendo io pagato la bolletta, era non dovuta e da considerarsi un errore. Avrebbero provveduto a ripristinare la fornitura immediatamente.
Vi racconterei del mio calvario giorno per giorno ma ve lo risparmio perchè so quanto lungo e monotono sarebbe il racconto.
A farla breve: la diminuizione di potenza è andata aventi fino al giorno 25. Telefonate, fax e proteste varie con coinvolgimento di Altroconsumo, non hanno prodotto altro risultato che assicurazioni giornaliere di segnalazioni urgenti da parte di Enel Energia al servizio Enel perchè mi ridessero l'intera potenza di contratto.
Naturalmente, vista l'inutilità dei miei sforzi, mi sono rivolto al mio avvocato per fare fare una disposizione urgente dal giudice. Ma il tempo ci voleva comunque. Ed io restavo a casa senza poter usare freezer, frigoriferi, lavatrici, cucina elettrica, e perfino computer: tutto fermo, con la sola possibilità di accendere qualche lampadina.
Bene. Il giorno 26 ottobre, invece di ridarmi potenza mi tagliano completamente la fornitura: al buio completo, con l'aggravante che il mio telefono diventa muto perchè, avendo Tiscali, il suo funzionamento è legato alla corrente elettrica. Niente elettricità niente telefono e niente fax.
Cominciano gli appelli al Servizio clienti Enel energia che, da cellulare sono a pagamento, e salato. Ogni telefonata al call center richiede minimo 20 minuti e serve solo a sentirmi dire che mandaranno un sollecito.
Il senso di impotenza che mi aggredisce è incredibile. Non vedo altra soluzione che continuare a telefonare ben sapendo che non servirà a nulla.
Dopo 6 giorni al buio, in questa situazione kafkiana, ho l'idea di recarmi personalmente presso un Punto Enel. Faccio fatica a scoprire qual'è quello al quale è utile rivolgersi. Avrei dovuto leggerlo nel sito Enel energia...ma senza computer...
Alla fine ho trovato il posto giusto. Ho trovato un'impiegata cortese e comprensiva che, dopo avermi detto anche lei che avrebbe fatto una segnalazione, comprendendo che stavolta avrei ucciso, ha fatto delle telefonate; delle semplici telefonate, ma alle persone giuste. Le stesse che non avevano ricevuto alcun sollecito fatto via e-mail dagli uffici. Sono stato con lei, a seguire ogni suo intervento ed ogni sua telefonata pe tre ore. Ma infine la frase risolutiva: Questo pomeriggio verrà a casa sua una squadra per vedere se c'è un guasto.
E quella sera ho riavuto la luce.
Ma vi rendete conto? Dopo giorni e giorni di lotta inutile per l'unica strada che mi si diceva praticabile e che era inutile anch'essa. Il tutto sarebbe andato avanti ancora per quanto?
Adesso il mio avvocato si occuperà di chiedere i danni, ed io, appena ho avuto la possibilità di fare un fax, ho immediatamente cambiata la società fornitrice.
Ed ora sono stressato anche solo per il fatto che vi ho raccontato tutto questo.
O ME lo sono raccontato?
lunedì 5 ottobre 2009
Roma
Sono appena tornato da Roma.
Dieci giorni di gioie ed incontri, e desideri frustrati.
Sono andato per partecipare al matrimonio della mia prima nipote, Elena, e per ritrovarmi con mio fratello e la sua famiglia. Erano anni che non stavamo tutti assieme. Così ho scoperto di avere dei nipoti veramente in gamba da quelle parti. Ne ho sparsi per tutta l'Italia. Sono orgoglioso di tutti loro.
Sono stato ad alloggiare in una residenza tenuta da suore salesiane. Una stanza con bagno che non mi fatto rimpiangere troppo gli alberghi. Ma non avrei potuto scegliere altra sistemazione. Lì, ero a cento passi dalla casa di mio fratello, e mi sono accorto che questa distanza segna il limite della mia autonomia, specialmente quando ritornavo alla mia camera con un tragitto tutto in salita.
E Roma? L'ho goduta con un tour della città, su un autobus scoperto che mi ha fatto fare il giro del centro. Ed alle varie fermate scendevo e con Marica come guida giravo per le zone che reputo fra le più affascinanti del mondo, Bossi permettendo. Ho visto luoghi splendidi, negozi bellissimi, gente che era veramente viva e carica di umanità. Tutto positivo: anche il pranzo in un ristorante di Trastevere, dove ho ritrovato sapori perduti. Ed a prezzi onesti.
E così, Taormina prima e Roma dopo mi hanno fatto toccare con mano l'unico aspetto positivo del fatto che non c'è più la mia Lara: i viaggi che adesso possiamo fare e che prima non ci erano permessi per l'età e la salute del mio dolcissimo cane.
Roma è piena di cani. Di tutte le razze, le dimensioni, e le età. Quanti ne ho incontrati a spasso con i loro padroni! E con tanti mi sono fermato a fare amicizia. E sembrava che sapessero che anch'io avevo una cagnetta e che ora mi rimaneva solo il ricordo ed il vuoto del suo affetto.
Poi, decisi a fare una gita fuori porta, ai castelli, ci siamo ritrovati a...Castelgandolfo. L'unico che non ci interessava proprio. Bello il lago, e carissimo il tassì al quale ci eravamo affidati per fare un giro senza mete precise. Ma il tassista non aveva idea di quel che sarebbe potuto interessare ad un turista. A pranzo un gustoso abbacchio, pensando a quel che avrebbe detto Giò. Accompagnando quindi il tutto con insalate, frutta, e quanto di più vegetariano ci fosse.
E quando siamo ripartiti ed atterrati a Catania, ho pensato a quel che avrei voluto fare e non ho potuto fare: Incontrare la carissima Tintus, la nostra dolce Vale sparita nel nulla. Ma non avrei proprio saputo come rintracciarla. Voi ne avete notizie? Un abbraccione. GG
Dieci giorni di gioie ed incontri, e desideri frustrati.
Sono andato per partecipare al matrimonio della mia prima nipote, Elena, e per ritrovarmi con mio fratello e la sua famiglia. Erano anni che non stavamo tutti assieme. Così ho scoperto di avere dei nipoti veramente in gamba da quelle parti. Ne ho sparsi per tutta l'Italia. Sono orgoglioso di tutti loro.
Sono stato ad alloggiare in una residenza tenuta da suore salesiane. Una stanza con bagno che non mi fatto rimpiangere troppo gli alberghi. Ma non avrei potuto scegliere altra sistemazione. Lì, ero a cento passi dalla casa di mio fratello, e mi sono accorto che questa distanza segna il limite della mia autonomia, specialmente quando ritornavo alla mia camera con un tragitto tutto in salita.
E Roma? L'ho goduta con un tour della città, su un autobus scoperto che mi ha fatto fare il giro del centro. Ed alle varie fermate scendevo e con Marica come guida giravo per le zone che reputo fra le più affascinanti del mondo, Bossi permettendo. Ho visto luoghi splendidi, negozi bellissimi, gente che era veramente viva e carica di umanità. Tutto positivo: anche il pranzo in un ristorante di Trastevere, dove ho ritrovato sapori perduti. Ed a prezzi onesti.
E così, Taormina prima e Roma dopo mi hanno fatto toccare con mano l'unico aspetto positivo del fatto che non c'è più la mia Lara: i viaggi che adesso possiamo fare e che prima non ci erano permessi per l'età e la salute del mio dolcissimo cane.
Roma è piena di cani. Di tutte le razze, le dimensioni, e le età. Quanti ne ho incontrati a spasso con i loro padroni! E con tanti mi sono fermato a fare amicizia. E sembrava che sapessero che anch'io avevo una cagnetta e che ora mi rimaneva solo il ricordo ed il vuoto del suo affetto.
Poi, decisi a fare una gita fuori porta, ai castelli, ci siamo ritrovati a...Castelgandolfo. L'unico che non ci interessava proprio. Bello il lago, e carissimo il tassì al quale ci eravamo affidati per fare un giro senza mete precise. Ma il tassista non aveva idea di quel che sarebbe potuto interessare ad un turista. A pranzo un gustoso abbacchio, pensando a quel che avrebbe detto Giò. Accompagnando quindi il tutto con insalate, frutta, e quanto di più vegetariano ci fosse.
E quando siamo ripartiti ed atterrati a Catania, ho pensato a quel che avrei voluto fare e non ho potuto fare: Incontrare la carissima Tintus, la nostra dolce Vale sparita nel nulla. Ma non avrei proprio saputo come rintracciarla. Voi ne avete notizie? Un abbraccione. GG
venerdì 18 settembre 2009
Angelo
Avevo un amico che si chiamava Angelo.
Era dell’Opus Dei.
Anch'io sono dell'Opus Dei e ritengo che la vita non sia un valore disponibile e che deve essere salvata dalla sua formazione nell'embrione fino alla sua morte naturale.
Una mattina di un po’ più di un mese fa Angelo, ha avuto un infarto. Era a casa. Era medico. E’ andato in ospedale. Con le sue gambe. Lo hanno messo in rianimazione.
Ed ha avuto un secondo infarto. Questa volta il suo cuore si è fermato.
I medici hanno fatto di tutto per rianimarlo. Dopo quarantacinque minuti sono riusciti a far ripartire il cuore. Lui però non si è svegliato. E’ rimasto in coma.
Lo hanno intubato, l’hanno messo in respirazione forzata.
E’ rimasto così per quasi quindici giorni. Alla fine il suo cuore ha smesso di battere. Hanno espiantati i suoi organi per trapianti.
Se il suo cuore non si fosse fermato avrebbe continuato ad essere in coma, intubato e con respirazione forzata.
Ecco. Questo lo chiamo accanimento terapeutico. E trovo profondamente ingiusto ed immorale praticarlo. Praticamente Angelo era già morto quando il cuore gli si è fermato la prima volta. E capisco un tentativo di rianimazione immediato. Ma per quarantacinque minuti vuol dire condannare un uomo a restare in coma o a rimanere profondamente handicappato per il resto della sua vita. Un cervello privato di ossigeno per tanto tempo non può più esercitare le sue funzioni. Muore.
Si è fatto di tutto per creare un’altra Eluana.
Solo la misericordia di Dio ha evitato questa disgrazia a lui ed ai suoi tutti.
Queste sono le cose che dovrebbero essere vietate per legge.
Lasciare che sia Dio e non un uomo a decidere della nostra morte.
E lasciare che la natura faccia il suo corso. Questa è Carità.
Era dell’Opus Dei.
Anch'io sono dell'Opus Dei e ritengo che la vita non sia un valore disponibile e che deve essere salvata dalla sua formazione nell'embrione fino alla sua morte naturale.
Una mattina di un po’ più di un mese fa Angelo, ha avuto un infarto. Era a casa. Era medico. E’ andato in ospedale. Con le sue gambe. Lo hanno messo in rianimazione.
Ed ha avuto un secondo infarto. Questa volta il suo cuore si è fermato.
I medici hanno fatto di tutto per rianimarlo. Dopo quarantacinque minuti sono riusciti a far ripartire il cuore. Lui però non si è svegliato. E’ rimasto in coma.
Lo hanno intubato, l’hanno messo in respirazione forzata.
E’ rimasto così per quasi quindici giorni. Alla fine il suo cuore ha smesso di battere. Hanno espiantati i suoi organi per trapianti.
Se il suo cuore non si fosse fermato avrebbe continuato ad essere in coma, intubato e con respirazione forzata.
Ecco. Questo lo chiamo accanimento terapeutico. E trovo profondamente ingiusto ed immorale praticarlo. Praticamente Angelo era già morto quando il cuore gli si è fermato la prima volta. E capisco un tentativo di rianimazione immediato. Ma per quarantacinque minuti vuol dire condannare un uomo a restare in coma o a rimanere profondamente handicappato per il resto della sua vita. Un cervello privato di ossigeno per tanto tempo non può più esercitare le sue funzioni. Muore.
Si è fatto di tutto per creare un’altra Eluana.
Solo la misericordia di Dio ha evitato questa disgrazia a lui ed ai suoi tutti.
Queste sono le cose che dovrebbero essere vietate per legge.
Lasciare che sia Dio e non un uomo a decidere della nostra morte.
E lasciare che la natura faccia il suo corso. Questa è Carità.
giovedì 17 settembre 2009
E' tardi
E' tardi. Per me almeno. Mezzanotte e 10.
Ho appena finito di vedere Ballarò. Mi aspettavo peggio. Ma la tragedia dei nostri soldati morti in Afganistan ha indotto i partecipanti a moderare i toni. E' mancata la copertina con Crozza e buona parte della trasmissione è stata dedicata ai nostri soldati. Finalmente ricordati. Così la parte della trasmissione dedicata ai fatti relativi alle porcherie che stanno succedendo in questa nostra povera Italia è stata ridimensionata. Naturalmente con i sostenitori del Berlusca che ne facevano gli elogi in contrapposizione agli esponenti dell'opposizione che ne dicevano peste e corna. Secondo me, questi ultimi, a ragione. Ed è passato come se non fosse mai avvenuto lo sconcio della trasmissione Porta a Porta e gli insulti del Berlusca a chi non la pensa come lui e non lo osanna. Ma come si fa ad avere la faccia tosta di comportarsi come lui nei confronti di una ricostruzione dell'Aquila dove quel tanto che si è fatto lo si è dovuto alla Croce Rossa ed alla Provincia di Trento? Ed in un sondaggio trasmesso il 79% degli Italiani era contento di quel che il governo aveva fatto per il terremoto. Siamo davvero tanto ciechi? In tanti mesi non si è nemmeno iniziata la ricostruzione. Niente. Eppure il battage messo su da Berlusconi ha fatto vedere cose inesistenti. Ho parlato con amici miei dell'Aquila che stanno in tenda. Sono letteralmente furiosi e disperati. Eppure...tutto va ben, madama la marchesa?
mercoledì 9 settembre 2009
E' da tanto...
E' da tanto tempo che non scrivo più a quest'ora. Sono le 23,15. Questa era, a Brucoli l'ora che dedicavo al blog. Poi è stato diverso. Intanto ho smesso di essere costante nello scrivere, poi ho cominciato a non avere più abitudini nei miei tempi. Sarà Catania. La casa di Brucoli era piccola, ed io avevo il computer in una stanzetta accanto alla mia camera da letto. Mi veniva spontaneo mentre Marica andava a dormire sedermi al pc e sfogliare bloggerbash e rispondere e commentare i vari blog e scrivere. Avevo accanto Lara che aspettava accucciata che io andassi a letto per seguirmi. Ora invece Lara non c'è più ed io sono proprio solo. Marica è a letto in una stanza lontana. Com'è dispersiva questa casa mia!
E' morto Myke Bongiorno. Mi è dispiaciuto anche se quando c'era lui in tv certamente non c'ero io a guardarlo. Ma era un vero professionista, serio. Ed è un genere di persone sempre più rare. Un uomo di quelli di cui rimpiangevo la mancanza nello scorso blog. Nel suo campo, si intende.
Ho scoperto in questi giorni che esistono i "feed". Ho aperto "Google reader". E seguo i blog di cui ho l'indirizzo giorno dietro giorno senza bisogno di rincorrerli. Tutti lì ben radunati e aggiornati. Ma mi sono accorto che scrivete tutti molto poco. Mi sono sentito meno solo in questo ed ho meno rimorsi. Voi conoscete i feed? O non mi avete messo nell'elenco dei vostri blog da seguire? Forse è per questo che mi sento così poco letto. Mi mancano i vostri commenti se devo dirvi la verità. E dei vecchi amici di tanti non conosco più i blog. Ne sapete qualcosa di Tintus? O di Giulia? O di...erano tanti e volevo bene a tutti. Mi mancano.
Dopo circa quattro mesi oggi a Catania ha piovuto. Il tempo è completamente cambiato. Addio condizionatori, e addio ai sandali. C'è una temperatura ideale, e bisognerà presto mettere la canottiera. Ma la cosa che amo meno è l'accorciarsi delle giornate. Non sono una di quelle persone che amano il buio. Mi mette un poco di tristezza.
A quest'ora a casa mia non si sente volare una mosca. Dalle strade sale silenzio. Poche le macchine che passano e da quì non sento rumori. Quasi come a Brucoli. Ma lì, oggi ci sarebbe stato un odore di terra bagnata che quì mi sogno. E' fra gli odori che amo di più. Mi mancherà.
Ed ora, amici miei, a nanna. Buona notte. Gigi vecchiorimbambito.
mercoledì 2 settembre 2009
Sono arrabbiato!
Aspetto una consegna di libri ordinati on line. Dovevano essere consegnati il 31 luglio. Mi è arrivata una mail in cui mi si diceva che la consegna non era stata effettuata per "destinatari assenti". Balle, perchè non mi sono mosso da casa. Prima telefonata : "Il pacco verrà consegnato domani". Ieri ho atteso tutto il giorno, e, alla ritelefonata di ieri sera mi hanno detto che il pacco mi sarebbe stato consegnato oggi per "cause di forza maggiore". Oggi ho atteso tutto il giorno ed ora mi dicono che devo "ritelefonare domani" per sapere qualcosa. Che razza di modi! quasi quasi rinuncio al tutto e rimando indietro i libri.
Ma di cose che mi fanno arrabbiare ce né più di una. Per esempio quello che sta succedendo in questi mesi in Italia. Parlo della questione del Berlusca, delle sue avventure amorose, della storia del Giornale e di Boffo. E delle richieste di danni alla Repubblica ed all'Unità. E di tutto il "curtigghio" che gira attorno. Mi sembra proprio di vivere in modo illucinante in una Italia impazzita. Certo in una atmosfera assurda in cui, con gli immigrati che muoiono in mare, con la Lega impazzita, con la gente disoccupata che non ha più futuro e non sa come arrivare alla fine del mese, con i giovani senza speranza, con i precari che dopo anni di lavoro vengono messi sulla strada e con mille altre tragedie che gli italiani vivono in questo momento, non si hanno altre cose da fare che star dietro a simili porcherie.
E se mi guardo attorno non vedo alcuna via di uscita per mancanza di uomini.
Ricordo, ragazzo, l'uscita dalla guerra. Non avevamo nulla e non si aveva idea da come ricominciare una vita. Ma, perbacco, allora avevamo come politici uomini. Ed erano in tutti i partiti. Avevamo dei valori, avevamo voglia di rialzarci e di vivere, ed in questo i politici ci aiutavano ed avevano diritto di esistere.
Ora mi guardo attorno e non vedo nessuno sul quale fondare una speranza. E, se l'unico a galleggiare nel nulla è il Berlusca, come galleggia sull'acqua un escremento, non so proprio in chi ed in cosa sperare. L'unico uomo che avrei definito un politico era Prodi. E se lo sono giocato. Un altro decente è Fini, ma finchè ci sarà Berlusconi e finchè gli italiani continueranno a votarlo, non c'è alcuna speranza di vedere cambiare nulla. E purtroppo è di destra! Ed a sinistra vedo solo ominicchi ed il nulla.
Come vorrei avere vent'anni! Non valgo nulla anch'io, ma cercherei di urlare con tutte le mie forze per cercare di svegliare questo popolo intorpidito e stanco, che sulla scia del suo Capo non sa che pensare al proprio interesse.
Adesso non posso che guardare con sgomento che cosa lasciamo dietro di noi, ai nostri figli.
Cosa ci vuole per rialzarci? Sgomento Gigi.
lunedì 24 agosto 2009
Mai, giuro, mai!
Mai, giuro, mai mi era capitato di sudare tanto come quest'anno. E' diventato un tormento per me. E non è solo una questione di caldo. In fondo quest'estate non è stata poi tanto terribile. Anche riguardo all'umidità, che poi è quella che frega. Alcune volte è stato giustificato. Mi è capitato spesso di andare in ipoglicemia, e la sudorazione eccessiva è uno dei sintomi. Mi ritrovo come se uscissi dalla doccia. Ma gli altri giorni e le altre volte? Credo proprio che dovrò parlarne ancora una volta al mio medico che si chiede sempre, ogni qualvolta mi vede, cosa ci sarà di nuovo questa volta.
Da mesi e mesi oramai non faccio che pellegrinaggi a medici: il diabetologo, l'oncologo, il neurologo, l'oculista, il cardiologo ed altri ancora.
Ma mi osservo come distaccato da me stesso. Mi vedo cedere, giorno dopo giorno, un poco della vita. E sono sempre sereno ed un poco curioso. Mi chiedo cosa mi aspetta dietro l'angolo. Mi vedo invecchiare con serenità e con un pizzico di allegria. Questa, per la verità, non molta. E di ogni cosa mi do ragione ripensando alla mia vita. Dietro ogni male c'è sempre una causa remota ben precisa. Quando ero giovane non ho mai pensato a preparare la mia vecchiaia. Errore grossissimo di cui piango ora le conseguenze. Perchè ne ho fatti tanti di errori nella mia vita, e non solamente su un piano fisico. E continuo a farne imperterrito. Per esempio adoro lo smettere di fumare. Il che vuol dire... Mi sono accorto che la storia che ogni nodo arriva al pettine è vera.
Mi chiedo in che cosa sto sbagliando in questo momento, e quando sarò chiamato a pagare. Spero solo di non arrivare mai ad essere di peso a qualcuno: sarebbe una punizione troppo forte. Ma ogni sera, facendo l'esame delle cose della giornata, non trovo poi gran che. E questo è solo sintomo di superficialità. Se solo mi accorgessi di quante volte non ho saputo cosa fosse l'umiltà!
Sono orgoglioso di natura. So benissimo in cosa sbagliano gli altri e come risolverei ogni problema. Ma come fate a sopportarmi? Un bacione collettivo. Gigi vecchiorimbambito.
Da mesi e mesi oramai non faccio che pellegrinaggi a medici: il diabetologo, l'oncologo, il neurologo, l'oculista, il cardiologo ed altri ancora.
Ma mi osservo come distaccato da me stesso. Mi vedo cedere, giorno dopo giorno, un poco della vita. E sono sempre sereno ed un poco curioso. Mi chiedo cosa mi aspetta dietro l'angolo. Mi vedo invecchiare con serenità e con un pizzico di allegria. Questa, per la verità, non molta. E di ogni cosa mi do ragione ripensando alla mia vita. Dietro ogni male c'è sempre una causa remota ben precisa. Quando ero giovane non ho mai pensato a preparare la mia vecchiaia. Errore grossissimo di cui piango ora le conseguenze. Perchè ne ho fatti tanti di errori nella mia vita, e non solamente su un piano fisico. E continuo a farne imperterrito. Per esempio adoro lo smettere di fumare. Il che vuol dire... Mi sono accorto che la storia che ogni nodo arriva al pettine è vera.
Mi chiedo in che cosa sto sbagliando in questo momento, e quando sarò chiamato a pagare. Spero solo di non arrivare mai ad essere di peso a qualcuno: sarebbe una punizione troppo forte. Ma ogni sera, facendo l'esame delle cose della giornata, non trovo poi gran che. E questo è solo sintomo di superficialità. Se solo mi accorgessi di quante volte non ho saputo cosa fosse l'umiltà!
Sono orgoglioso di natura. So benissimo in cosa sbagliano gli altri e come risolverei ogni problema. Ma come fate a sopportarmi? Un bacione collettivo. Gigi vecchiorimbambito.
martedì 18 agosto 2009
Giorno splendido
Oggi per me e Marica è stato un giorno meraviglioso. Ieri una telefonata: Ci sarete domani verso le 10? Ed oggi, puntualissimi, alle 10 sono venuti a trovarci un mio nipote, Giuseppe, e sua moglie Eugenia. Sono venuti appositamente da Palermo a Catania per abbracciarmi , per proseguire poi per Milano. Lui è giornalista, lei suona il violino, professionalmente. Che devo dirvi? Abbiamo rivissuto momenti felici, a partire da quando lui, bambino, veniva ospite mio e di Anna Maria nella mia casa di Brucoli. Ed abbiamo parlato dei loro ultimi lavori, delle difficoltà che incontrano a Milano, e dei loro programmi per il futuro. Abbiamo visto e sentito un concerto di Eugenia registrato sul computer, e, per rispettare i loro orari di marcia ci siamo avventurati in un pranzo improvvisato alle 11,30 del mattino. Un soffio di giovinezza e la constatazione della mia inesorabile marcia nell'età. Ho rivisto lui bambino ora uomo di 50 anni! E' così che si ha la sensazione del tempo che è passato per noi. Ma con grande gioia, e senza alcun rimpianto. E' un mio nipote dalla parte della mia prima moglie: Anna Maria. Ed è stupendo a distanza di 33 anni, dopo essermi risposato, sentire che non hanno cessato un minuto di volermi bene. Mi sono reso conto che l'amore donato non va mai perduto. E' un tesoro dal quale si attinge a distanza di anni. Come se niente fosse cambiato. Lo stesso lo vivo con alcuni di voi sul blog. Sento che è nata un'amicizia vera, che resiste alle difficoltà che abbiamo incontrato. Che resiste alla virtualità del nostro rapporto. Ed è bellissimo. Forse non lo saprete mai veramente quanta compagnia mi fate . Grazie. GG
sabato 15 agosto 2009
Ferragosto
Oggi è Ferragosto. Marica ed io lo passiamo in una splendida città vuota. Stamattina, andando a Messa in Residenza avrò incontrato in tutto una ventina di auto facendo un percorso che solitamente richiede venti minuti in sette o otto minuti. Splendido. Mi ha riportato con la mente a tanti anni fa, quando le città erano ancora vivibili.
Il tempo si mantiene splendido. Non ho sentito neppure il bisogno di accendere in casa l'aria condizionata...fino al primo pomeriggio.
Passo questo periodo leggendo come un folle. Ho scoperto scrittori gradevoli come John Mortimer, Gimenez Bartlett, Santo Piazzese che consiglio a chiunque voglia riposarsi e distendersi su testi non impegnativi ma decisamente gradevoli. E poi ho riscoperto Steimbeck, Hemingway, ed altri che ho riletto molto volentieri. Certo mi è capitato anche di leggere Faletti, ma non tutte le ciambelle riescono col buco. In quest'ultimo mi è sembrato di scorgere un autista della domenica alla guida di una formula uno. Peccato!
Ho scoperto quanto è riposante leggere a letto, anche per delle ore. Mi sistemo quasi seduto, con un mare di cuscini alle spalle...ed il tempo sembra che non passi mai.
Passo anche tanto tempo a sentire musica. Con Marica. Musica classica, e tanta musica dei nostri anni andati. E' musica sempre fresca che ci riporta indietro nel tempo con serenità e, a volte, con un pizzico di nostalgia.
Quella che è più lunga a passare è la serata. Dopo aver letto, ascoltato musica ed aver chiacchierato fra noi, si finisce per abbrutirsi con la Tv che in questo periodo è particolarmente vuota di cose decenti. Chissà perchè le produzioni pensano che non ci sia gente che meriti qualcosa di più che riproposizioni di vecchi telefilm senza niente che sproni un poco l'intelligenza.
Come vorrei avere coltivato un qualsiasi hobby nella mia vita! Ma sono stato e resto irrimediabilmente solo un ingegnere. E di questo devo a volte rendere conto a Marica decisamente più eclettica di me.
E per oggi basta. Sennò domani o l'altro di cosa scrivo? Bacioni. GG
Il tempo si mantiene splendido. Non ho sentito neppure il bisogno di accendere in casa l'aria condizionata...fino al primo pomeriggio.
Passo questo periodo leggendo come un folle. Ho scoperto scrittori gradevoli come John Mortimer, Gimenez Bartlett, Santo Piazzese che consiglio a chiunque voglia riposarsi e distendersi su testi non impegnativi ma decisamente gradevoli. E poi ho riscoperto Steimbeck, Hemingway, ed altri che ho riletto molto volentieri. Certo mi è capitato anche di leggere Faletti, ma non tutte le ciambelle riescono col buco. In quest'ultimo mi è sembrato di scorgere un autista della domenica alla guida di una formula uno. Peccato!
Ho scoperto quanto è riposante leggere a letto, anche per delle ore. Mi sistemo quasi seduto, con un mare di cuscini alle spalle...ed il tempo sembra che non passi mai.
Passo anche tanto tempo a sentire musica. Con Marica. Musica classica, e tanta musica dei nostri anni andati. E' musica sempre fresca che ci riporta indietro nel tempo con serenità e, a volte, con un pizzico di nostalgia.
Quella che è più lunga a passare è la serata. Dopo aver letto, ascoltato musica ed aver chiacchierato fra noi, si finisce per abbrutirsi con la Tv che in questo periodo è particolarmente vuota di cose decenti. Chissà perchè le produzioni pensano che non ci sia gente che meriti qualcosa di più che riproposizioni di vecchi telefilm senza niente che sproni un poco l'intelligenza.
Come vorrei avere coltivato un qualsiasi hobby nella mia vita! Ma sono stato e resto irrimediabilmente solo un ingegnere. E di questo devo a volte rendere conto a Marica decisamente più eclettica di me.
E per oggi basta. Sennò domani o l'altro di cosa scrivo? Bacioni. GG
venerdì 14 agosto 2009
A dire il vero sono sempre stato piuttosto scettico nei confronti di facebook. Non ho mai imparato ad usarne bene, me non mi ispirava gran che. Abituato ai blog, dove so come e dove scrivere, non ho capito ancora bene come muovermi, come sapere cosa fanno gli altri, e cosa fare. Ieri però ho avuto una graditissima sorpresa. Sono stato invitato come amico da una certa Maria Cristina Guarrella, ed ho scoperto che, in linea, c'è anche un'altra Guarrella (non ne ricordo in questo momento il nome), che io ho invitata come amica. Perchè? La cosa mi intriga moltissimo perchè i Guarrella siamo un unico ceppo con origine nel ragusano, e quindi risalendo al massimo ai nostri bisnonni si dovrebbe trovare il filo di parentela che ci unisce. C'è stata una sola variante nel nome. Un mio lontano zio ha chiesto di cambiare il nome in Quarrella, che, secondo lui era più corretto da un punto si vista etimologico. E' strano cercare su Internet la diffusione del cognome Guarrella e vedere quanti pochi siamo a portarlo. Sembra che il cognome abbia origini arabe o spagnole. E vorrei tanto saperne di più. Ma non ho mai avuto tanta pazienza quanta è necessaria per andare indietro nel tempo e scoprire vita, morte e miracoli dei miei avi.
C'è un proliferare di siti come facebook sul web. Ed ogni tanto sono invitato a registrarmi nell'uno o nell'altro. Chi, credo, è registrato in ogni sito esistente è il buon Bruno: mi chiedo poi con che frequenza è attivo in ognuno. A me basta e avanza questo blog non molto amato, dove mi sento un poco solo, e facebook che...sto a guardare. Vorrei tanto tornare ad avere attorno a me i cari amici del vecchio e rimpianto bloggerbash. Si era formato un buon gruppo che temo, sarà perduto per sempre. Inseguo, quando posso i vari amici su vari blog, ma non è più lo stesso. Fossi stato zitto per qualche mese, lì avreste subito saputo che avevo ricominciato a scrivere. Ed è un peccato la morte per inedia del condominio. Si aveva la possibiltà di restare un poco uniti e di seguirci. Poi ciascuno ha voluto un suo proprio blog e così addio condominio.Quì devo affidarmi al caso ed alla fortuna per essere rintracciato da qualche amico, letto e commentato.
Ma spero di continuare senza scoraggiarmi. Un abbraccio a tutti quelli che mi leggeranno. Gigi
C'è un proliferare di siti come facebook sul web. Ed ogni tanto sono invitato a registrarmi nell'uno o nell'altro. Chi, credo, è registrato in ogni sito esistente è il buon Bruno: mi chiedo poi con che frequenza è attivo in ognuno. A me basta e avanza questo blog non molto amato, dove mi sento un poco solo, e facebook che...sto a guardare. Vorrei tanto tornare ad avere attorno a me i cari amici del vecchio e rimpianto bloggerbash. Si era formato un buon gruppo che temo, sarà perduto per sempre. Inseguo, quando posso i vari amici su vari blog, ma non è più lo stesso. Fossi stato zitto per qualche mese, lì avreste subito saputo che avevo ricominciato a scrivere. Ed è un peccato la morte per inedia del condominio. Si aveva la possibiltà di restare un poco uniti e di seguirci. Poi ciascuno ha voluto un suo proprio blog e così addio condominio.Quì devo affidarmi al caso ed alla fortuna per essere rintracciato da qualche amico, letto e commentato.
Ma spero di continuare senza scoraggiarmi. Un abbraccio a tutti quelli che mi leggeranno. Gigi
mercoledì 12 agosto 2009
Codice da Vinci e Opus dei
Amici miei. Oggi sono nero,nero, nero per questa faccenda del Codice da Vinci.
Ho letto da qualche parte su un post, espressioni di sorpresa, delusione, dispiacere, e conclusioni sballate per le mancate reazioni, pubbliche, ufficiali, ed istituzionalizzate della Chiesa Cattolica al libro ed al film.
Ci si chiede: è tattica? E' perchè si sarebbe dato risalto a qualcosa che invece era meglio far passare il più inosservata possibile date le profonde e sconvolgenti sue verità?
Non sopravvalutiamo un libro o un film. La chiesa ne ha viste e continua a vederne ben altre di persecuzioni.
Era stato tutto previsto, l'offesa e la risposta da dare. Da Gesù stesso.
" ...se il mondo vi odia,...prima di voi ha odiato me..."; " se foste del mondo il mondo amerebbe ciò che è suo...ma io vi ho scelti dal mondo e per questo il mondo vi odia...; "il servo non è più grande del padrone: se hanno perseguitato me perseguiteranno anche voi...;... vi scacceranno dalle sinagoghe: anzi verrà l'ora in cui chiunque vi ucciderà crederà di rendere culto a Dio...
...fu detto: occhio per occhio e dente per dente, ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se qualcuno ti percuote la guancia destra,tu porgigli anche l'altra...a chi vuole la tunica tu lascia anche il mantello...fu detto: amerai il tuo prossimo ed odierai il tuo nemico...ma io vi dico amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori...; E nell'unica preghiera verso Dio che ha insegnata agli uomini ha subordinato la richiesta del perdono delle nostre colpe al nostro stesso perdono verso coloro che sono in debito verso di noi...Fino a dire, morendo sulla sua Croce: <>!
Allora no! Non credo che si tratti di tattica ma di una non facile scelta di obbedienza.
Chi e cosa vogliono colpire e ferire le parole di quel libro?
Ogni uomo, anche non credente, e non solo i cristiani, si inchina di fronte a Gesù, per me il Cristo Dio, per altri solamente un uomo; ha rivoluzionato la terra e svuotandola di tutto l'ha riempita d'Amore.
Non è quindi logico (e sarebbe anche un poco ridicolo), pensare che si combatta Gesù in modo così subdolo e meschino a 2000 anni dalla sua morte.
Ciò che si vuole colpire è la sua opera e la sua verità insopportabilmente e disumanamente immensa per chi non vuole neppure immaginare le parole "amore", "sacrificio", "donazione" e gli altri mille lacciuoli in cui si inciampa: "purezza, creato, vita inviolabile" e le tante altre di quell'orrendo "Discorso della Montagna"...Togliere almeno un poco di credibilità a quell'ossessiva presenza che non permette di perdonarci...le miserie dei poveri e del terzo mondo dovute alle nostre rapine...la persistenza del fetore delle nostre mani dopo che le abbiamo tuffate in ogni sorta di sozzume...
E come si colpisce la sua opera? Guardiamo chi gira attorno!
La denominazione stessa "Opus Dei" (Opera di Dio!) è pronta a farsi oggetto da colpire, insultare, ferire. Questa misteriosa Opus Dei orgogliosa e presuntuosa perfino nel nome. Realtà ad hoc : fedele, che ha riscoperto Dio come amore, che della sua presenza fa una ossessione, che urla la filiazione divina di ciascun uomo. Ed è facile attaccarla: evanescente, misteriosa, sconosciuta (d'accordo!: come sconosciuta e misteriosa è la vita di ogni qualsiasi uomo sulla terra). Né può essere diversa perchè è tutta un non: una non società, una non organizzazione, una non ordine religioso, una non associazione che solo da poco si è guadagnata un nome anch'esso misterioso: "Prelatura".
Prelatura, cosa strana che pretende di indicare a chi ne fa parte [uomini, donne, giovani, vecchi, laureati, soldati, marinai, aviatori, umili lavoratori ed affermati professionisti, uomini ricchi e uomini poveri di denaro e mezzi, e laici e sacerdoti e... ( come si dice TUTTI? )] la via tremendamente semplice di arrivare nell'amore di Dio. Una vita che cerchi di essere santa in ogni suo istante, offrendo a Dio ogni cosa e facendo quindi ogni cosa così vicina alla perfezione (diversa per ciascuno) da potere essere offerta. Santificazione nel lavoro, nella famiglia, a tavola, a letto, al cinema, allo stadio, e leggendo e camminando e correndo e in macchina,e da soli, ed in compagnia e nella allegria e nel dolore e malattia e...[come si dice SEMPRE?].
L'Opus Dei si può constatare strana per il fatto di unire persone che credono a valori semplici cercando altezze, ed a quelle cose indicate (consigliate? pretese? vissute? ) come vie di santificazione da quell'astuto José Maria Escrivà che alla fine è riuscito persino a farsi santificare in pochi anni!
Cosa dire di loro nel libro della liberazione dal Gesù ingombrante? Parlare di un misterioso potere e della disponibilità di farsi sicari crudeli per potere dopo guadagnarsi il perdono non con il pentimento ma con l'autoflagellazione chiusi nel segreto di una cella. Dice: Ma guarda che non sono monaci! Risponde: non importa! Dice: ma guarda che non ci sono celle! Risponde: non importa! Dice: Ma non sta in piedi niente! Risponde: Ragazzo, lasciami lavorare!
E segretissimi! Tanto che se non glielo chiedi non ti dicono neppure che aderiscono all'Opus Dei, e che puoi vedere inginocchiati, a volte, a recitare, silenziosamente, misteriose preghiere.
Così il cerchio si chiude: Vengono colpite persone cattoliche che certo non faranno molte storie, e s'insinuerà quel tanto di dubbio sulla figura umana di Cristo ( sposato, padre di figli regolarmente soppressi) da permettere finalmente di esclamare a chi non ne può più dei comandamenti...Ma vaff...
Così smentito un Dio e sputtanati i suoi fra i più fedeli, si potranno fare liberamente le cose che meglio aggradano con meno rotture di...
Non ho ragione di essere nero, nero, nero, di fronte a certe ipocriti ignoranze?
Credo purtroppo che nessuno visiti più questo blog. Non mi è mai dispiaciuto tanto, anche se lo capisco. Da troppo tempo scrivo solamente di tanto in tanto, e c'è un limite alla pazienza dei miei amici.
Però questo post l'ho scritto proprio per loro. Perchè oramai mi conoscono da anni e quindi possono giudicarmi come uomo e come amico.
Perchè sono sempre io. Il vecchiorimbambito di bloggerbash altrimenti detto GIGI.
Ho letto da qualche parte su un post, espressioni di sorpresa, delusione, dispiacere, e conclusioni sballate per le mancate reazioni, pubbliche, ufficiali, ed istituzionalizzate della Chiesa Cattolica al libro ed al film.
Ci si chiede: è tattica? E' perchè si sarebbe dato risalto a qualcosa che invece era meglio far passare il più inosservata possibile date le profonde e sconvolgenti sue verità?
Non sopravvalutiamo un libro o un film. La chiesa ne ha viste e continua a vederne ben altre di persecuzioni.
Era stato tutto previsto, l'offesa e la risposta da dare. Da Gesù stesso.
" ...se il mondo vi odia,...prima di voi ha odiato me..."; " se foste del mondo il mondo amerebbe ciò che è suo...ma io vi ho scelti dal mondo e per questo il mondo vi odia...; "il servo non è più grande del padrone: se hanno perseguitato me perseguiteranno anche voi...;... vi scacceranno dalle sinagoghe: anzi verrà l'ora in cui chiunque vi ucciderà crederà di rendere culto a Dio...
...fu detto: occhio per occhio e dente per dente, ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi, se qualcuno ti percuote la guancia destra,tu porgigli anche l'altra...a chi vuole la tunica tu lascia anche il mantello...fu detto: amerai il tuo prossimo ed odierai il tuo nemico...ma io vi dico amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori...; E nell'unica preghiera verso Dio che ha insegnata agli uomini ha subordinato la richiesta del perdono delle nostre colpe al nostro stesso perdono verso coloro che sono in debito verso di noi...Fino a dire, morendo sulla sua Croce: <
Allora no! Non credo che si tratti di tattica ma di una non facile scelta di obbedienza.
Chi e cosa vogliono colpire e ferire le parole di quel libro?
Ogni uomo, anche non credente, e non solo i cristiani, si inchina di fronte a Gesù, per me il Cristo Dio, per altri solamente un uomo; ha rivoluzionato la terra e svuotandola di tutto l'ha riempita d'Amore.
Non è quindi logico (e sarebbe anche un poco ridicolo), pensare che si combatta Gesù in modo così subdolo e meschino a 2000 anni dalla sua morte.
Ciò che si vuole colpire è la sua opera e la sua verità insopportabilmente e disumanamente immensa per chi non vuole neppure immaginare le parole "amore", "sacrificio", "donazione" e gli altri mille lacciuoli in cui si inciampa: "purezza, creato, vita inviolabile" e le tante altre di quell'orrendo "Discorso della Montagna"...Togliere almeno un poco di credibilità a quell'ossessiva presenza che non permette di perdonarci...le miserie dei poveri e del terzo mondo dovute alle nostre rapine...la persistenza del fetore delle nostre mani dopo che le abbiamo tuffate in ogni sorta di sozzume...
E come si colpisce la sua opera? Guardiamo chi gira attorno!
La denominazione stessa "Opus Dei" (Opera di Dio!) è pronta a farsi oggetto da colpire, insultare, ferire. Questa misteriosa Opus Dei orgogliosa e presuntuosa perfino nel nome. Realtà ad hoc : fedele, che ha riscoperto Dio come amore, che della sua presenza fa una ossessione, che urla la filiazione divina di ciascun uomo. Ed è facile attaccarla: evanescente, misteriosa, sconosciuta (d'accordo!: come sconosciuta e misteriosa è la vita di ogni qualsiasi uomo sulla terra). Né può essere diversa perchè è tutta un non: una non società, una non organizzazione, una non ordine religioso, una non associazione che solo da poco si è guadagnata un nome anch'esso misterioso: "Prelatura".
Prelatura, cosa strana che pretende di indicare a chi ne fa parte [uomini, donne, giovani, vecchi, laureati, soldati, marinai, aviatori, umili lavoratori ed affermati professionisti, uomini ricchi e uomini poveri di denaro e mezzi, e laici e sacerdoti e... ( come si dice TUTTI? )] la via tremendamente semplice di arrivare nell'amore di Dio. Una vita che cerchi di essere santa in ogni suo istante, offrendo a Dio ogni cosa e facendo quindi ogni cosa così vicina alla perfezione (diversa per ciascuno) da potere essere offerta. Santificazione nel lavoro, nella famiglia, a tavola, a letto, al cinema, allo stadio, e leggendo e camminando e correndo e in macchina,e da soli, ed in compagnia e nella allegria e nel dolore e malattia e...[come si dice SEMPRE?].
L'Opus Dei si può constatare strana per il fatto di unire persone che credono a valori semplici cercando altezze, ed a quelle cose indicate (consigliate? pretese? vissute? ) come vie di santificazione da quell'astuto José Maria Escrivà che alla fine è riuscito persino a farsi santificare in pochi anni!
Cosa dire di loro nel libro della liberazione dal Gesù ingombrante? Parlare di un misterioso potere e della disponibilità di farsi sicari crudeli per potere dopo guadagnarsi il perdono non con il pentimento ma con l'autoflagellazione chiusi nel segreto di una cella. Dice: Ma guarda che non sono monaci! Risponde: non importa! Dice: ma guarda che non ci sono celle! Risponde: non importa! Dice: Ma non sta in piedi niente! Risponde: Ragazzo, lasciami lavorare!
E segretissimi! Tanto che se non glielo chiedi non ti dicono neppure che aderiscono all'Opus Dei, e che puoi vedere inginocchiati, a volte, a recitare, silenziosamente, misteriose preghiere.
Così il cerchio si chiude: Vengono colpite persone cattoliche che certo non faranno molte storie, e s'insinuerà quel tanto di dubbio sulla figura umana di Cristo ( sposato, padre di figli regolarmente soppressi) da permettere finalmente di esclamare a chi non ne può più dei comandamenti...Ma vaff...
Così smentito un Dio e sputtanati i suoi fra i più fedeli, si potranno fare liberamente le cose che meglio aggradano con meno rotture di...
Non ho ragione di essere nero, nero, nero, di fronte a certe ipocriti ignoranze?
Credo purtroppo che nessuno visiti più questo blog. Non mi è mai dispiaciuto tanto, anche se lo capisco. Da troppo tempo scrivo solamente di tanto in tanto, e c'è un limite alla pazienza dei miei amici.
Però questo post l'ho scritto proprio per loro. Perchè oramai mi conoscono da anni e quindi possono giudicarmi come uomo e come amico.
Perchè sono sempre io. Il vecchiorimbambito di bloggerbash altrimenti detto GIGI.
domenica 9 agosto 2009
Si ricomincia.
E’ passato tanto tempo. Troppo direi. E’ ora di tornare a scrivere. Cosa? Aggiornarmi dopo il mio ultimo post. Quello in cui dicevo della morte di Lara.
Vi assicuro che è stata una cosa molto dura. Un giorno, anzi un pomeriggio di una giornata che resterà indimenticabile, non è più riuscita ad alzarsi. Le zampe posteriori non la reggevano più. E, povera Lara, faceva di tutto per mettersi in piedi. Si trascinava sulle zampe posteriori, latrando e piangendo ma senza riuscirvi. Cercavo di aiutarla ma non c’era niente da fare: appena in piedi ricadeva senza potersi muovere. La notte ha continuato a fare sforzi enormi per alzarsi ma senza riuscirvi. Ed ha abbaiato per tutta la notte. In una clinica veterinaria non hanno saputo dire nulla. Si sarebbe dovuta fare una tac per capirci qualcosa. Finalmente è venuto il suo veterinario. Facendo viaggi con un’ambulanza veterinaria l’ha tenuta sotto osservazione facendo tutte le analisi possibili. Era sempre sotto sedativi, e quando ne finiva l’effetto erano nuovi tentativi per rialzarsi…e piangeva ed abbaiava chiedendo aiuto. Alla fine il responso: non c’era più nulla da fare. Per lei e per noi era meglio abbatterla. Con un cuore gonfio di pianto abbiamo detto si. E così, con due iniezioni, dopo tredici anni, abbiamo detto addio alla nostra Lara. Sono stati giorni molto tristi. In una casa con tre abitanti la mancanza di uno urlava come sa urlare certe volte il silenzio.
E dopo? In fondo, direte, era solo un cane! Ma ha lasciato un vuoto incredibile.
Però, ci siamo accorti che ci aveva lasciato un dono: la libertà di muoverci di uscire e di partire senza preoccupazioni. Lara non l’avevamo mai lasciata sola neanche per un giorno. Veniva con noi sempre, finché le è stato possibile. Nei nostri viaggi, sulle Dolomiti, a mare…proprio dovunque e sempre. E’ morta il 25 aprile. Io il 20 luglio sono andato in un albergo dell’ Etna per la solita convivenza annuale, ed ho sentito per la prima volta che, senza Lara, Marica sarebbe rimasta sola. Metà della gioia che mi dà, ogni anno, la convivenza si è trasformata in amarezza. Però, quando sono tornato ho portato Marica per 10 giorni a Taormina. Ed è stato allora che ha avuto senso la mancanza di Lara. Se ci fosse stata lei non avremmo potuto farlo.
Siamo tornati ieri sera. A Taormina abbiamo fatto un tuffo fra affetti e parenti di Marica con i quali riuscivamo prima a passare solo poche ore in un anno visto che abitano tutti fuori Sicilia. E così abbiamo passato questi giorni lietamente e siamo tornati col cuore pieno di amore.
Si chiude così, serenamente, un lungo periodo della nostra vita. Ricorderemo Lara con serenità, e Bricco, e Perla, ed i 9 cuccioli, e Stella, e quel cane di tutti, sempre ospite nostro a Brucoli, che chiamavamo Bobbisolo perché senza padrone. Giorni felici quelli di Brucoli. Ora sono finiti anche quelli.
Ho venduta la casa di Brucoli. Adesso non aveva più senso.
Ho intenzione di viaggiare. Tanto quanto non mi sono più potuto permettere da tanti anni. Prossima tappa? Roma a settembre. E poi Parigi. E poi porterò Marica in crociera. E saranno giorni felici, perché sulla nave non sentirò la limitazione delle mie gambe doloranti ed addormentate, e perché così tornerò a vivere in simbiosi con il mio amore più grande. Il mare. GG
giovedì 25 giugno 2009
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