giovedì 25 giugno 2009

Lara


Oggi Lara è morta.
Posted by Picasa

venerdì 23 gennaio 2009

Siate allegri

“Siate allegri, sempre allegri”
Nessuno è felice, sulla terra, fino a quando decide di non esserlo. Così si snoda il cammino: dolore, in senso cristiano!, Croce; Volontà di Dio, Amore; felicità quaggiù e, poi, eternamente. (Solco, 52)«Servite Domino in laetitia!» Servirò Dio con gioia! Una gioia che sarà conseguenza della mia Fede, della mia Speranza e del mio Amore..., che deve durare sempre, perché, come ci assicura l'Apostolo, «Dominus prope est!»... il Signore mi segue da vicino. Camminerò con Lui, pertanto, ben sicuro, giacché il Signore è mio Padre..., e con il suo aiuto compirò la sua amabile Volontà, anche se mi costa. (Solco, 53)Un consiglio che vi ho ripetuto insistentemente: siate allegri, sempre allegri. Siano tristi quelli che non si considerano figli di Dio. (Solco, 54) [Uscire]

mercoledì 21 gennaio 2009

Sei triste, figlio mio?


TESTI SCELTI 21 gennaio 2009
“Sei triste, figlio mio?”
Non scoraggiarti mai, se sei apostolo. —Non c'è ostacolo che tu non possa superare. —Perché sei triste? (Cammino, 660)La vera virtù non è triste e antipatica, bensì amabilmente allegra.(Cammino, 657)Se le cose riescono bene, rallegriamoci, benedicendo Dio che ci mette l'incremento. —Riescono male? —Rallegriamoci, benedicendo Dio che ci fa partecipi della sua dolce Croce...(Cammino, 658)Per porre un rimedio alla tua tristezza, mi chiedi un consiglio. —Ti darò una ricetta che proviene da buone mani: dall'apostolo Giacomo.—“Tristatur aliquis vestrum?” —Sei triste, figlio mio? —“Oret!” —Fa' orazione! Prova e vedrai. (Cammino, 663)Non essere triste. —Abbi una visione più... “nostra” —più cristiana— delle cose. (Cammino, 664)“Laetetur cor quaerentium Dominum”. — Si rallegri il cuore di coloro che cercano il Signore.—Ecco una luce, per indagare sui motivi della tua tristezza. (Cammino, 666)

domenica 18 gennaio 2009

C'era una volta

C'era una volta un bambino. Andava a scuola come tutti gli altri, ma finita la scuola, veniva " posteggiato" in parrocchia ad aspettare che la mamma venisse a prenderlo per riportarlo a casa. Passavano ore. Accanto a lui, la sorella del prete a lavorare a maglia. In un ambiente che non aveva nulla di solare. Un pomeriggio questo bambino, seduto sulla sua solita sedia disse alla sorella del prete: "Zia, a pozzu fari nà schigghia" ( Che, tradotto in italiano significa " Zia posso fare un urlo?". Bene, questo rappresenta quasi perfettamente il mio desiderio di oggi. Posso fare un urlo? Per sentirmi vivo, per essere sicuro che tutto non finisca quì, che qualcosa si muova e che qualcuno mi ascolti. "Zia, a pozzu fari nà schigghia?" Vorrei chiederlo io, per dare sfogo ad una stanchezza lontana che sento inascoltata, mentre dentro di me sento ancora vita non spenta, ma desiderosa di sbocchi nuovi che lascino lontani gli spezzoni di silenzio e di angoscia che la bloccano.
Ho dentro di me le cose di sempre che montano, che invadono la mia vita e che mi sono estranei. Ho bisogno di vita in una atmosfera di fine e di morte.
Una casa sempre più sola; Lara che non si decide fra la vita e la morte, ed una atmosfera di casa che oscilla fra il no definitivo ed una continuazione d'amore.
Ho voglia, ma tanta, di dire basta. Ho voglia di scendere . Fermate il tram.
Ma, a questo mio bisogno, quasi urlato, non risponde nessuno.
Scrivo, ma non ci credo. Non credo più a questo mio scrivere senza risposte. Sono stanco. E non mi basta il pallido sole di oggi. Che splenda o che piova, perchè mi aiuti ad essere. Io cerco sempre.

martedì 23 dicembre 2008

Per tutti.

A tutti auguro, con tutta la mia amicizia, un santo Natale pieno di affetto e di serenità.
Un caro abbraccio.

giovedì 18 dicembre 2008

Sole, nuvole

Sole, nuvole e qualche goccia di pioggia. Queste le giornate che si susseguono per ora.

Domani Marica va a Vibo Valentia per una visita specialistica. Conto molto sui risultati di questa visita. Il suo è un male irreversibile, ma si possono almeno diminuire o bloccare i dolori, e la vita per lei sarebbe più facile. Per ora i suoi dolori sono meno intensi e la vita in casa è più serena.

Ho tentato di farle i biglietti on line su Trenitalia con il risultato che ho potuto farle le prenotazione ed il biglietto per l'andata, ma il sito non mi ha permesso di fare quello per il ritorno. Conseguenza: Sono dovuto andare ugualmente alla stazione per ritirare il biglietto fatto e pagato con molta fatica, e per fare i biglietti per il ritorno. Mi chiedo perchè, dopo avere sbandierato a destra ed a manca la bellezza di usufruire dei servizi on line, le ferrovie non si organizzino in maniera più intelligente ed utile. Pensavo che si potesse fare tutto da casa ed invece...

Spero che domani sia una bella giornata. Mi preoccuperebbe saperla in mezzo a pioggia e vento. Mi pesa non poterla accompagnare, ma Lara ha bisogno di me. Non possiamo lasciarla sola. Marica ha preparato tutto per domani per le nostre necessità: pranzo e cena per me e per Lara. Povera figlia! Pensa sempre a tutto lei. E' stanca, e questo spiega gli atteggiamenti che a volte mi rendono la vita così incerta e pesante. Qualche giorno fa avrei detto che fra noi era finito tutto. Ora, è ricomparso il sole. Ma durerà?

Le feste le passeremo soli a casa. Lara ce lo chiede e noi lo faremo di buon grado. Desidero solo serenità e pace. Farò io un salto in casa di mia sorella dove saranno riuniti tutti i parenti che ho a Catania. Problema grosso: i regali per gli innumerevoli nipoti. Credo che me ne uscirò con assegni. Non ho possibilità di andare in centro per comperare qualcosa, e poi, sinceramente non saprei cosa comperare. In genere amo regalare libri, ma come si fa a scegliere quello giusto per ciascuno? Poi la cosa si complica perchè uno dei miei nipoti, Bruno, non potendo avere figli ha adottato un down ed un ragazzino autistico, oltre naturalmente a due fratelli ora ragazzoni. In queste condizioni le scelte sono complicate. Vorrei che si potesse materializzare e regalare amore. Tutto quello che ho dentro e che tante volte rimane silenzioso senza sapere come esprimersi. Non sarebbe bello poterne confezionare in un pacco e darlo a tutti?

Vi chiederei il vostro indirizzo per mandarlo anche a voi un pacco di affetto, amici virtuali. Ma non si può, e dovrò accontentarmi di farveli per iscritto i miei auguri. Ma lo farò più in là.

martedì 16 dicembre 2008

Caro il mio blog.

Caro il mio blog. D'improvviso mi è venuta voglia di scrivere anche se non so di cosa. Sono ancora un poco stralunato. Oggi, prima di pranzo, come aperitivo ho bevuto una vodka. Un bicchierino che si è fatto sentire subito. Ed ora, dopo qualche ora, mi sento ancora con pensieri "leggeri". No, né sbronzo né peggio. Solo un poco fuori fase.

Dopo pranzo, in una atmosfera serena, sono andato a letto sperando di riposare un poco. Ma non c'è stato niente da fare. Non riesco a dormire fuori dalle ore canoniche di sonno.

Allora ho letto. Ho scoperto uno scrittore italiano, che ha cominciato a scrivere da poco. Gianrico Carofiglio. Garbatissimo narratore di gialli. No, non è esatto. Non si tratta di gialli, ma di racconti imperniati sul personaggio di un avvocato penalista che narra dei suoi casi: gialli con quel tanto di legal thriller che io amo tanto. Allora, a letto...ho letto. A lungo.

Poi mi sono alzato per offrire un caffè a Marica. Sono bravissimo a fare il caffè. Faccio solo un pò di pasticci nel preparare la caffettiera. Ma sono anche bravo a pulire quello che sporco.

Una conversazione con Marica prendendo il caffè. Abbiamo parlato di televisione, di Berlusconi, e della minaccia che intervenga per stoppare i programmi ed i conduttori che non la pensano come lui. Ed è in grado di farlo. Programmi in pericolo: Ballarò, Che tempo che fa, Annozero, e le trasmissioni di Crozza. Così sarà Lui tutto in tutto. Certo che sta diventando pesante. Ed io sbalordisco a pensare quanto seguito ha. Ma possibile che ci sia tanta gente cieca?

Ora sono quì per cercare di tirare fuori quelle cose, tante, che hanno riempito queste mie ore.

Devo smetterla di pensare che quello che penso e sento non merita di essere postato. Si comincia così e poi passano mesi senza scrivere una sola riga. Ho deciso che tutto questo deve finire. Dirò poco. Ma è tutto quel poco che per adesso ho dentro.

Forse l'errore persistente è quello di volere scrivere di me. Diari che, quando tutto è sereno e va bene, sono gradevoli. Ma che risentono dei momenti di silenzio interiore che, credo, abbiamo tutti.

Guardo dalla mia finestra. Fuori è buio. Con un mare di luci, quasi stelle, che dicono che la città vive. E devo cogliere questa vita e farla mia. E' sbagliato sentirsi soli. Là fuori ci sono un sacco di persone che non aspettano altro che incontrare qualcuno come me per parlare un poco ed essere ascoltati. Ecco. Devo ascoltare di più ed essere meno egoista nei miei rapporti con queste tante lucine che splendono. Il desiderio di parlare, essere ascoltati e capiti, alle volte condiziona moltissimo nei rapporti con gli altri. Devo imparare ad essere più disponibile. Ed amare di più.

domenica 14 dicembre 2008

Uno dietro l'altro?

Scrivere un post dietro l'altro? Ha un senso? Si, se scrivo per me.

Avevano detto che avrebbe piovuto. Invece eccola, l'Etna bellissima illuminata dal sole! Da quando ero ragazzino ho sempre saputo che il segno del maltempo a Catania, è dato da nuvole sull'Etna. Una giornata stupenda, con l'Etna libera ma con due nuvolette sul cratere...e la probabilità che il tempo si guasti è altissima. Adesso non c'è ombra di nuvole: a favore di un tempo che si guasti restano solo le manifestazioni scettiche di Marica di fronte alle mie certezze.

Lara è a cuccia a dormire. Oggi mi ha lasciato solo, nel soggiorno a leggere il mio giornale ( " La Repubblica"). Chissà se per protesta verso qualcosa che le ho fatto senza pensarci su. Lara è permalosissima. Ed è amante della serenità. Basta che si alzi un poco il tono di voce di Marica in una conversazione, che Lara si alza e va in un'altra stanza. Odia le discussioni. Forse per questo io non ne faccio mai. Per me è inconcepibile un tono concitato nel parlare. Ma forse sono fatto male io.

Nel tempo necessario a scrivere queste due righe...sull'Etna sono comparse delle nuvole. Che avesse ragione Marica col suo scetticismo? Bene. Anche la pioggia sarà gradita se c'è serenità nell'aria.

Mi chiedo cosa è successo sui blog. Pochi a scrivere e meno a commentare. Vuol dire meno a leggere? Tornerò agli inizi. Quando ho cominciato a scrivere non sapevo se qualcuno mi avrebbe letto e se qualcuno avrebbe fatto attenzione ai miei scritti. Mi sento tornato al mio primo blog. Con quello, tutto è cominciato con una e-mail di farfallaleggera che mi suggeriva di ammettere i commenti. Da lì, la lunga avventura di bloggerbash.

Dovrebbero essere condotti in giudizio e condannati gli amministratori del povero defunto. Ma che! Si fa così? Da un giorno all'altro cancellare anni di post, e amicizie, e ricchezze cumulate dentro. Non dovrebbe essere possibile!

E invece è stato proprio così. Era un sito semplice, non certamente ricco di possibilità di arricchimento per i singoli blog. Eppure era familiare! Era come essere seduti accanto in un soggiorno, e c'era tanto calore. Chissà che ne è stato dei vari bloggers andati perduti. Mi piacerebbe leggere e sapere qualcosa di Sergio, per esempio. Il vecchio grande Sergio, nemico della sinistra ma tanto saggio. Vorrei salutarlo! Ma qualcuno ha chiuso un sito perchè così gli andava di fare. E' giusto?

Ora devo dirvi che, al contrario di allora, mi viene difficile chiamarmi ancora "vecchiorimbambito". Forse perchè nome oramai poco virtuale e con un'ombra di realtà che in fondo pesa.

Bene! Tornerò fra poco a continuare questo monologo che non dovrà mai essere triste e che spero resti sempre vivo. Ciao.GG

sabato 13 dicembre 2008

Si fa presto

Si fa presto a scoraggiarsi ed a rinunciare a scrivere. La povertà dei commenti è deprimente.
Ma mi sono proposto di essere presente nel blog sempre di più. Anche se diventerà solo un mio diario personale che io mi scrivo ed io mi leggo.
Oggi c'è una giornata splenedida: Piena di sole, con una temperatura decisamente gradevole. L'Etna è ammantata di neve. Dalla mia scrivania, da dove scrivo, la vedo bellissima. Tutta bianca ed illuminata dal sole.
In casa c'è molta serenità. In questo momento Lara è nella sua cuccia,e Marica sta preparando il pranzo. Sono incerto se coronare la serenità di questo momento con un bell'aperitivo. Sarebbe più saggio farne a meno...ma se qualche volta non si trasgredisce alle regole, che gusto c'è!
In questa mattina di sabato ci sono poche macchine per via. Forse sarebbe il caso di andare in centro e pensare un pò ai regali: quelli che rendono così infastidente il Natale.
Quest'anno credo che lo passeremo a casa da soli per non lasciare Lara. Cosa che ci dispiace molto.
Chissà se ci sarà nessuno che leggerà questo post. A chi venisse a leggermi, un abbraccione ed un saluto speciale. GG

venerdì 12 dicembre 2008

Abbi pazienza caro il mio blog!

Questo è un post dedicato al mio blog. Che si sentirà abbandonato e sarà geloso del fatto che gli ultimi post li ho scritti sul condominio. Ma non hai motivo di essere geloso! Vedi, tu per me sei una certezza. La tua vita dipende da me e non da altri. Invece, il blog del condominio qualcuno può decidere di chiuderlo per mancanza di amici che vi scrivono. E mi dispiacerebbe se accadesse. Perchè, vedi, è nato quando hanno deciso di chiudere il mio amatissimo bloggerbash, e così ha un senso la sua vita. Era stata una bella idea quella di ritrovarci tutti gli amici su una casa comune. Ma poi...A poco a poco si sono allontanati tutti per star dietro ai vari blog che hanno aperto, e non hanno avuto la costanza di ricordare cosa significasse il condominio. Tu sei uno dei blog che è nato proprio per essere il blog più importante di una persona che dal suo vecchio blog aveva avuto tanto. Ma sei nato in un periodo non felice. Non scrivo molto su di te perchè amo scrivere cose serene e festose. E questo è un periodo scuro della mia vita. Ma vedrai che, spero presto, tornerò a postare come facevo un tempo. Ed anche tu mi porterai tanti amici. E saremo più contenti tutt'e due. Abbi solo un poco di pazienza e fiducia.

giovedì 2 ottobre 2008

La protesi.

Stamattina mi sono alzato tardi. Perchè stanotte sono andato a letto tardi. La ragione? Ieri sera verso le 11 sento Marica in terrazza a fare strani rumori. Si lamentava, aveva conati di vomito, sputacchiava a destra ed a manca facendo segni concitati con le mani. Non ci capivo nulla, fino a quando Marica con voce strozzata mi dice che ha ingoiato la sua protesi dentaria. Alla fine capisco che, mangiando un pezzo di quel pane raffermo di cui lei va matta, ha ingoiato, col pane anche la protesi che le è rimasta in gola ma in posizione tale da non potersi più rimuovere. La cosa mi si presentava preoccupante. Abbiamo tentato di telefonare a medici vari senza alcun successo e la moglie del nostro medico di famiglia ci ha suggerito di andare al pronto soccorso. Cosa che io proponevo a Marica da circa un'ora, senza successo. Alla fine si è decisa. Ed era quasi già mezzanotte. In macchina e di corsa al pronto soccorso. Ricevuti subito. Ma il medico le guarda in gola, vede qualcosa, ma decide che non può far niente e che c'è necessità dell'intervento dello specialista di turno: così si chiama l'otorinolaringoiatra che però deve venire da Acireale; Una buona mezz'ora di macchina. Quando arriva andiamo nel suo ambulatorio: Il che ha voluto dire un buon quarto d'ora di corridoi, con me che non sapevo se le mie gambe mi avrebbero sostenuto fino alla fine. Visita. Si, si vede! Ma...quando si accinge ad afferrarla...sparisce nella faringe ( o nella laringe?) e ci rimanda al primo medico del pronto soccorso che però ora era occupato. Sono già le una e mezza del mattino. Alle fine eccoci davanti al medico che ci manda in radiologia. Altri Km di corridoi, e poi mentre Marica va a farsi le radiografie io resto fuori, seduto, ad attendere e riprendere le mie forze. La mie gambe stavano cedendo. Ad un certo punto sento una conversazione concitata. Sono già le due e mezza del mattino. Entro per capire cosa succede e sento che avviene qualcosa di molto strano: Dalle radiografie fatte dalla bocca agli intestini, non si evince nessuna protesi. Dico quella che era stata vista "scendere" dall'otorino, e che avevano vista durante la prima visita. Insomma...grande sgomento. Come fa una protesi a sparire così? Torniamo dal primo medico che ci guarda stranito. Alla fine di un lungo consulto, senza averne capito più di tanto, e con il mistero della protesi scomparsa, alle tre e mezza del mattino siamo tornati a casa un poco perplessi. Da precisare che io non avevo alcuna idea delle dimensioni della protesi. A casa Lara ci aspettava impaziente in terrazza e ci fa un sacco di festa. Mi viene un sospetto: E se la dentiera non fosse mai stata inghiottita? Così, finalmente cerchiamo..ed alla fine troviamo, nel suo bicchiere, la protesi. Con Marica siamo scoppiati in un ridere fra il sollevato ed il nervoso. Che in me è diventato risata piena quando mi sono reso conto che date le dimensioni di quell'affare non sarebbe mai stato possibile inghiottirlo. Che volete che vi dica d'altro? A letto alle quattro del mattino, e l'indomani ci siamo alzati ancora ridendo. Mala sanità vista dall'altra parte. Quando penso al fatto che tutti, fino alle fine sono stati convinti che la protesi dovesse esserci...

venerdì 5 settembre 2008

Eluana Englaro

Non ho scritto nulla su Eluana e mi sento in colpa. Forse è stato un pò per vigliaccheria. So che quanto scriverò desterà forti reazioni. Ma da uomo e da cattolico non posso star zitto.
Riassumiamo i fatti. C'è un essere umano in coma irreversibile. Per quel che possiamo sapere, non soffre. Ma vive. E' un essere vivo come me e come voi che per continuare a vivere ha bisogno solo di acqua e di cibo. Come essere umano ha un valore infinito agli occhi di Dio. E la comunità la tiene in vita dandole quello di cui ha bisogno: Cibo e acqua. Per chi non crede è un essere senza alcun valore. Per chi crede è una vita che col suo stesso essere e con i suoi bisogni arricchisce chi le sta attorno. Ma il suo stato comporta sofferenza e disagi ai suoi parenti. E questi sono stanchi. Umanamente comprensibile. Ma è viva. L'unico modo per togliersi questo peso è farla morire. Di fame e di sete. Ed allora si decide di farlo. Si vorrebbe ucciderla ed in questo modo tremendo. Non ha nessuna colpa che giustifichi una condanna a morte. Dà solo problemi e fastidio. Ed allora? chi è più disumano? Chi la vuole far morire o chi vuole tenerla in vita? Se troviamo un uccellino ferito faremo di tutto per curarlo e dargli da mangiare e da bere. Sentiamo che è una vita e cerchiamo di non farla venir meno. Ma...Eluana? L'egoismo umano è mostruoso. Se la uccideranno avrà un posto privilegiato fra le braccia del suo Dio. Si dice: E' un essere inutile che non serve a nulla! Serve solo a dispensare fatiche e pensieri. Ma non si direbbe lo stesso per un essere fortemente andycappato come un down nella forma più acuta della sua malattia, o un ammalato di alzaimer allo stato finale della sua povera esistenza senza rimedi? Eppure, ancora, non c'è nessuno che osa proporne l'uccisione. Uccidere. Per egoismo. Potremo ancora chiamarci uomini?

lunedì 1 settembre 2008

Trent'anni.

Oggi è una giornata come tutte le altre.
Stamattina è spuntato un sole che stasera tramonterà.
Tutto sembra che non faccia distinguere questo giorno da qualsiasi altro.
Eppure per me e Marica è un giorno speciale.
Trent'anni fa ci siamo sposati.
In questi giorni ho pensato cosa dovevo fare per festeggiare. Ho cercato di inventarmi regali e qualcosa che rinsaldasse il nostro rapporto.
Non ho avuta troppa fantasia. Un bel mazzo di fiori, una bottiglia di Dom Perignon, una di Brunetto di Montalcino, l'ultimo libro della Fallaci. Ma a rendere il tutto prezioso è stata la gioia di Marica. Le avessi portato un gioiello non sarebbe stata altrettanto felice. E su queste poche cose ci siamo inventati un dopocena con amici chiamati all'ultimo minuto. Champagne e torta gelata, e spero, musiche e risate. E per finire salame, formaggio, frutta, e conversazioni di cui sono assetato. Marica, io, ed una diecina di amici. Sarò il veterano della serata e Marica sarà la mia reginotta.
E guai, amarezze, incomprensioni, spariranno di colpo nell'illusione che non torneranno.
Ci riuniremo sulla mia terrazza, e terza ospite della casa sarà Lara che è sempre felice quando abbiamo gente.
Come vedete è tutto molto semplice, ed una giornata come tutte le altre diventerà una giornata speciale. Da ricordare.
Per completare la serenità di questo giorno lo voglio condividere con voi tutti, certo del vostro affetto.
E nessun pensiero triste venga a turbare questo giorno, in cui, guardando indietro di trent'anni, torneremo ad essere giovani e felici.

mercoledì 27 agosto 2008

Paura della vita e della morte ?.

Un figlio di Dio non ha paura della vita e non ha paura della morte, perché il fondamento della sua vita spirituale è il senso della filiazione divina: Dio è mio Padre, egli pensa, ed è l'Autore di ogni bene, è tutta la Bontà. — Ma tu e io, agiamo davvero da figli di Dio? (Forgia, 987)La fugacità del cammino su questa terra dovrebbe incitare noi cristiani a trarre maggior profitto dal tempo, non certo ad aver paura del Signore, e ancor meno a considerare la morte una tragica fine. Un anno che passa — lo si è detto in mille modi, più o meno poetici —, con la grazia e la misericordia di Dio, è un passo avanti verso il Cielo, nostra Patria definitiva.Pensando a questa realtà, comprendo molto bene l'esclamazione di san Paolo ai corinzi: Tempus breve est! [1 Cor 7, 29], come è breve la durata del nostro passaggio sulla terra! Queste parole, per un cristiano coerente, risuonano nel più intima del cuore come un rimprovero per la propria mancanza di generosità, come un costante invito a essere leale.È davvero breve il tempo che abbiamo per amare, per dare, per riparare. Non è giusto perciò che lo sperperiamo, che gettiamo irresponsabilmente questo tesoro dalla finestra: non possiamo sprecare il momento del mondo che Dio ha affidato a ciascuno di noi.Verrà anche per noi quel giorno che sarà l'ultimo e che non ci spaventa: con ferma fiducia nella grazia di Dio, siamo pronti, fin da questo momento, con generosità, con fortezza, con amore alle cose piccole, ad accorrere all 'appuntamento con il Signore portando le lampade accese. Perché ci attende la grande festa del Cielo.(Amici di Dio, 39-40)

martedì 5 agosto 2008

Sto diventando vecchio.

Anzi per meglio dire, mi rendo conto sempre più di esserlo. E questo perchè vedo il rallentarsi dei miei riflessi e mi guardo commettere tutta una serie di pasticci scoraggianti. Oggi ho allagato la casa per svuotare il recipiente di raccolta dell'acqua del condizionatore. Ma questo l'ho già detto sul condominio.
Io e Lara. Mi accorgo che ci andiamo somigliando sempre di più.
Abbiamo più o meno la stessa età.
Lei diabetica, come me.
Lei con forti difficoltà a camminare come me.
Lei che ha bisogno di essere coccolata, come me.
Lei che fa pasticci come me.
Lei cieca ed io che vedo male.
Sono convinto che, se si potesse mettere al computer, avrebbe le stesse carenze che ho io.
Amici miei. Sento la mia vecchiaia incombere inesorabilmente con conseguenze visibili e costatabili senza stare a cercare molto.
Mi sento come stupito di fronte alla vita. E mi cerco, quello di una volta, senza trovarmi.
Passerà? E' una cosa momentanea?
Non credo. Mi sento fare passi indietro su tutto, ed avrei tanta voglia di parlarne con un amico seduto (data la stagione) di fronte ad un condizionatore.
D'inverno avrei parlato di caminetti, ma ad agosto il solo pensare ad un caminetto mi scoraggia: starei zitto.
Marica si arrabbia con me. Dice che le rendo la vita complicata e che è un poco stanca. Non sa che io lo sono di più.
I miei guai si fanno sentire sempre di più, ma cerco di non pensarci.
Se avessi la capacità di fare una passeggiata prenderei un cucciolo.
Ma così, forse ha ragione Marica che urla al solo accernarne.
Un nuovo cucciolo. Non saprete mai cosa significherebbe per me. Mi farebbe ringiovanire di 14 anni: perchè 14 ? Perchè sono gli anni trascorsi da quando Marica mi ha regalato Lara. E 14 anni fa la vita era tutta un'altra cosa!
Sapete? Da un certo momento si sentono passare le ore.
La vecchiaia, ora che la sento, mi fa un poco di paura.
E questa è legata alle limitazioni che crescono di giorno in giorno. Vorrei raccontarvi di come si diventa vecchi. Mi piacerebbe dirvi che è molto bello e tranquillo. Ma non è vero. Non quando la salute ti viene a mancare. Ecco. Allora si diventa vecchi. E non è legato all'età.
La serenità che è stata le leva di tutta la mia vita? Quella c'è ancora, come la forza per accettare tutto per offrirlo al Signore. Ma pesa!
Ed allora si avrebbe voglia di addormentarsi nelle braccia del Signore e trovare pace. Ma vivrò con forza fino all'ultimo sorso di vita che mi sarà dato di vivere. Spero solo di non pesare sugli altri, e poi sia quel che deve essere.
Perdonate questo post. Ma non ho con chi parlarne. ciao a tutti. Gigi.