domenica 16 maggio 2010

Un pensiero

prima di andare a letto. Niente di nuovo. E questa è già una bella notizia. Oggi sono riuscito ad andare nuovamente a Messa. E non sono stato male...fin quando, tornando a casa non ho tolto scarpe e pantaloni ed indossata la tuta. Sembra che questo sia un lavoro che affatica il mio cuore.
Ho cominciato un nuovo libro. Un giallo di Balducci. Questo tipo di gialli non mi attira molto, ma devo dire che Balducci intriga un pò. Avevo appena finito di leggere un libro che mi è piaciuto molto: di Tarquin Hall. E' uno scrittore indiano molto simpatico tradotto bene. Si intitola: Vish Puri e il caso della domestica scomparsa. Da uno spaccato dell'India molto interessante, e si legge con gusto.
Ed ho appena fatto buon rifornimento di libri comperandoli on line. Li aspetto come si aspetta la visita di un amico. Ma ho nostalgia delle ore passate in libreria. Ore. A Milano ero un frequentatore abituale della Hoepli. Era fantastico trovarvi le ultime pubblicazioni del mondo nel campo della ingegneria. Ho cercato di vedere se è possibile mantenersi aggiornati su Internet. Ma ancora non ho trovato un sito adatto.
E con mia grande rabbia non riesco più a scaricare film da e-mule. Gli ultimi due che ho tentato di vedere, dopo un'attesa di tre o quattro giorni si sono dimostrati una fregatura. Invece del film una pagina con su scritto " Scarica i film da..." e giù il nome di due siti da dove non si riesce a scaricare nulla. Spero non sia così con tutti.
Non sono un pirata. Ma questo è l'unico modo per vedere qualche film non di quelli vecchissimi che si trovano in TV. Ma se va buca anche questa possibilità... Avete consigli?
Pensiero breve che però ha richiesto 25 minuti buoni. Ne è valsa la pena?
Un abbraccio da GG.

martedì 11 maggio 2010

Per due o tre

giorni mi sono sentito un poco strano. E non capivo perchè. Mi sentivo in grado di fare un sacco di cose, ed avevo pure voglia di farle. Fra le proteste di mia moglie ho preso la macchina, sono uscito per andare in farmacia, e poi alla SMA a far compere, a pagare i giornali della settimana e...domenica, dopo non so quanti mesi, sono andato a Messa. Poi ho capito cosa era cambiato! Non sentivo il mio cuore pulsare, e respiravo senza rendermene conto.Queste funzioni erano tornate normali, come lo sono sempre per ciascuno di voi.
E' stata una scoperta magnifica. Un tornare indietro a tempi dimenticati.
Ma non è durato: da un'ora risento il mio cuore battere quei colpi irregolari che riesce a battere, e risento il nodo in gola, e la fatica del mio respiro.
Aspetterò il ritorno di quei momenti beati.
Ed ora, cara amica, ti dico che questo lo scrivo principalmente per te. Perchè non pensi che io sappia star male e basta. Ed ora che ti ho ritrovata tutte queste sensazioni devo comunicartele. E' un modo come un altro per dirti GRAZIE. VR

 

sabato 8 maggio 2010

L'involucro.

Ho scoperto oggi il mio involucro. Quella cosa un poco estranea a me che tanto mi condiziona e che alla fine comanda. Ma non nella mia persona. Sto un pò fuori da me, e mi guardo, e mi trovo a dover fare delle cose, o non farle, dietro sue precise richieste.
Io, per esempio, non posso andare a riposare subito dopo pranzo perchè soffro di riflusso, e non devo coricarmi per almeno due ore dopo i pasti. Così mi ritrovo quasi sempre di fronte al pc cercando di fare meno pasticci possibile. Ad un certo punto però, lui, l'involucro, decide che vuole andare a letto ed io l'accontento; anche se so che non chiuderò un occhio perchè di pomeriggio non mi riesce di dormire. Ma devo farlo contento, perchè se no si arrabbia e me la fa pagare.
No, non è schizofrenia. C'è effettivamente una netta divisione fra me ed il mio involucro, ed io devo abbozzare.
In questo periodo i dissenzi riguardano principalmente i pasti. I medici mi han dato un foglietto con su scritta una dieta. E la raccomandazione: Niente di più, niente di diverso, niente di meno. Questo perchè l'involucro è diventato esigente e schizzinoso. Cosa che io non sono mai stato in vita mia. Ed allora succede che, sazio ed un poco disgustato dalla qualità dei cibi, quando mi alzerei per fare altro, l'involucro mi mostra la carta dei medici e mi tiene ancora a mangiare. Non posso dire, per esempio, oggi niente insalata o niente frutta. E no! Perchè lui mi ricorda: niente di meno. Lo stesso per il sale. Lo stesso per un buon secondo: niente di più.
Passavo la serata, oggi, davanti alla TV per vedere "Ti lascio una canzone". Quel programma potenzialmente simpatico che fa arrabbiare per l'idiozia di certe decisioni degli autori. Per esempio: l'obbligo del voto canzone per canzone da decidersi eventualmente nello spazio della canzone stessa...anche se è la prima di 15 che tu non sai quali e come siano: e quindi non puoi decidere facendo scelte e paragoni.
Ma non è questo che volevo dire. Ad un certo punto l'involucro ha deciso che era stato seduto in poltrona per troppo tempo ed aveva dolori alle gambe per la sua neuropatia diabetica. E non c'è stato verso: Mi sono dovuto alzare interrompendo quello che stavo facendo per "sciogliere" i poveri muscoli miei e fare due passi per casa finchè i dolori alla schiena me l'avessero consentito.
Alla fine, scocciato, ho portato l'involucro davanti al pc dove sembra che per adesso possa stare. Quando l'involucro mi dirà basta, vorrà dire che lo porterò a letto. Anche se non ho sonno. E mi metterò a letto, fin quando non vorrà che io spenga la luce.
Ed a luce spenta, senza dormire, comincerò a ripensare a Lara, alla barca a vela, alle scalate in montagna, e ricorderò le lunghe passeggiate che ora si sono ridotte allo spazio che c'è fra la mia camera da letto e la mia cucina. Che però è un percorso non da sottovalutare perchè ho una casa piuttosto grande. Ma non voglio brontolare.
Vecchiorimbambito.

mercoledì 5 maggio 2010

Ho cominciato

a sperimentare quella che sarà la mia vita d'ora in avanti riguardo al mangiare. APROTEICO. Avete idea di cosa significhi? Pane, pasta e tante altre cose da comprare dal farmacista invece che in quei meravigliosi negozi che profumano di forno e di buono. Comprarli a prezzi astronomici: Perchè per mangiare quelle oscenità bisogna pure spendere un sacco di soldi. Quello che si chiama pane è polistirolo puro, senza sale e senza un'ombra di sapore. La pasta invece pure. Solo che questa sa almeno del sapore del condimento: rigorosamente senza sale anch'esso.
Ricapitolando: Mangio quantità irrisorie di cibi che non sanno di nulla per cercare di prolungare il più possibile questa mia esperienza di immobile tubo digerente, ed evitare la dialisi ed evitare che dalle mie carotidi non passi più il sangue necessario ad evitarmi un ictus che renderebbe la vita di chi mi sta attorno ancor più difficile o un cedimento del mio cuore sempre più stanco.
Mi guardo come da fuori  e mi chiedo se tutto questo capita proprio a me. Dentro, il desiderio di una corsa con uno dei miei cani, nella Brucoli che non c'è più, verso il mare dove mi aspetta la mia barca a vela. Sogni.
Adesso farò quello che invece posso fare ringraziando Iddio perchè me lo permette ancora: Andrò a letto a leggere un bel libro, sperando in un sonno pieno di sogni felici. Poi mi alzerò e DOVRO' fare una merenda a base del pane aproteico, prendere ancora due pillole di quelle che riempiono e scandiscono le mie ore, aspettando che si faccia sera e che ci sia qualcosa da vedere in TV. Ma alla mia età, vi assicuro, ho visto già tutti i film che fanno e, se leviamo qualche trasmissione tipo Ballarò, Anno zero, Report, e Parla con me, non c'è che rassegnarsi e far passare un paio di ore in un modo qualsiasi. Si paga per idee!!!
Scrivere un post è ancora una soluzione per credermi con qualcuno. Come mettersi davanti ad uno specchio e fare boccacce.
Quando ho deciso di scrivere nuovamente, ho cercato timidamente di farlo sapere in giro. Ma evidentemente la cosa non ha funzionato.
Dovrei mettermi a scrivere qualcosa di me. Dai miei primi ricordi alle mie gioie. Scrivere dei miei cani. Scrivere delle persone che amo e che mi hanno amato.
Mi scoraggia solo l'idea che raramente mi capita di leggere qualcosa che avesse meritato di essere scritta. E ci casco proprio io? Come quello scrittore che ha scritto il suo ultimo libro e che è morto sulla parola FINE? Mi sembra tutto molto melodrammatico. Forse è più serio cercare qualcos'altro.
Voi che potete createvi un hobby. Potrete appoggiarvici fino alla fine.  Ad un certo punto della propria vita si ha bisogno di un bastone.
GG

sabato 1 maggio 2010

Sono tornato a casa.

Sono tornato a casa dopo una settimana d'ospedale. Questa volta "nefrologia" per fare i conti con la novità del momento: i reni. Gli esami accusano una sofferenza renale non trascurabile. Così, per vedere a che punto sono e per rimettere i paletti alla mia vita son dovuto andare in ospedale. Una esperienza che oramai si ripete troppo spesso. Ma ho avuto buone notizie: Ancora niente dialisi.
Lo scrivo dando una notizia come normale. Una notizia come le altre. Ma sapete cosa c'è dietro di ansie ed (un poco) di paura?
Ma ho portato via qualcosina di nuovo: le mie carotidi presentano una ostruzione del 70%. E sembra che tale valore sia il massimo accettabile e compatibile con il vivere. Fra 6 mesi dovrò rifare gli esami e se tale limite fosse stato superato dovrò operarmi. E gli anestesisti...sono tutt'altro che sereni nell'addormentarmi.
Si vanno aggiungendo tasselli a tasselli così da formare quel disegno che fa da sfondo a quel che resta del regalo del Signore: la vita.
Questa volta il mio ritorno a casa è stato diverso dalle altre volte. Non so perchè. Ma casa mi è sembrata più bella, più accogliente e calda. Resta sempre quell'ombra di tristezza negli occhi di Marica, che è,  ed è sempre di più, stanca.
Diceva ieri che ha passato tutta la sua vita a stare accanto a persone che, malate, soffrivano. E capisco bene che è un poco come se fosse malata lei stessa, che peraltro ha i guai suoi.
Ma in questi ultimi periodi di assenza da casa il tempo è stato cortese con me. Quando tornavo all'aria aperta ritrovavo il sole che si era nascosto mentre ero in ospedale.
Per me il sole è importantissimo. Una giornata di sole mi da gioia e grande forza. Amo molto la luce. Amo molto il giorno. Di giorno e con il sole affronto tutto molto meglio e torno a sorridere.
Devo dire che sono un poco deluso. Ho comunicato ai miei vecchi amici che avevo riaperto il blog, e mi aspettavo di trovarmeli vicino. Ma...brillano per la loro assenza. Oppure cancellano i commenti che scrivono. Sono molto curioso. Perchè si cancella un commento? E perchè nessuno più legge e scrive?
Forse è per questo che odio un poco Facebook. Ero abituato all'amicizia dei blog. Quella di Facebook...mi sembra un'amicizia solo dichiarata e fasulla. Troppa gente per me, con nessun rapporto personale.
Sarò io che sbaglierò, e che non riesco a vestirmi con vestiti nuovi.
Ed in effetti forse è per questo che di miei coetanei ce ne sono così pochi su Facebook! Dei sopravvissuti intendo.
Quando sono venuto a scrivere questo post alla tv stavano trasmettendo "Ti lascio una canzone". Ma ho lasciato senza troppi rimpianti. La prima edizione mi è piaciuta moltissimo. E poi, anno dietro anno rilevo che è fatta sempre meno bene. Con errori grossolani. Ma forse è il mio senso critico che aumenta. Da buon vecchio brontolone e VECCHIORIMBAMBITO.  

domenica 25 aprile 2010

Quattro ore sono lunghe!

A letto da quattro ore, girandomi e rigirandomi, non riesco a chiudere occhio. Niente è più terribile del mettersi a pensare quando ci si sta per addormentare. Sembra che si sia lì lì per chiudere gli occhi, e l'orologio, implacabile fa andare avanti le sue lancette.
Pensavo che mi succede una cosa strana: Cambiano le dimensioni e le prospettive e le cose assunono distanze e pesi diversi, almeno per me, con il passare dei giorni.
Quasi un anno fa, ero preso dalle mie idee politiche con...rabbia direi. E mi sembrava che, in Italia nulla ci fosse di oiù importante. Arrabbiatissimo per l'ottusa cecità di fronte a delle cose che andavano sviluppandosi su percorsi assurdi ed in malafede senza che nessuno sembrasse rendersene conto.
Bè, da allora di cose ne sono successe! E, tranne che in quest'ultimi giorni, sono andate tutte nella stessa direzione.
Bene: Mi accorgo che tutto questo si svolge lontano da me. Sempre più lontano. E che quello che mi pareva fondamentale adesso è andando perdendo importanza. Si tratta di cose che non aggiungono un atomo di tempo alla mia essenza ed esistenza.
Vi siete mai resi conto dell'emozione che creano due avvenimenti tragici che avvengono l'uno accanto porta, e l'altro nella lontana terra di cui ricordiamo a mala pena il nome? Come tre morti quì hanno un peso completamente diverso di 50 morti lì? Eppure si tratta di uomini, e non di numeri. Ma quando le disgrazie si allontanano perdono un pò del loro senso tragico.
Mi accorgo che nei confronti di certe cose succede così anche a me. L'importanza delle cose è diversa. Un alito di vento che ti fa sentire vivo...due parole sussurrate da un amico...la velocità del tempo che passa...sono piccoli gioielli che ti donano grandi cose mentre il resto ti riguarda meno. Sarà che ti rendi conto che non puoi più fare nulla e che è trascorso il tempo degli spadoni.
Ma ti accorgi che quella non è la vita. Che la vita è quella che vai scoprendo, amandola, giorno dietro giorno ed ora dietro ora.
Non ti va più di giocare ai finti grandi. Sei e resti alla ricerca di cose vere. Che poi sono le stesse che mancano alle altre per diventare grandi veramente. La VITA. La VERITA' la SPIETATA SINCERITA' e la ricerca dell'AMORE: quello di cui tu sei assetato, e quello che vuoi dare e che fai sempre più fatica a dare.
Bè!!! Si può dormire così??? Gigi

giovedì 22 aprile 2010

Amici miei

E' vero. Non scrivo da troppo tempo.
Ma c'è un motivo: L'apparecchio della mia vita ha cominciato le manovre di atterraggio. Sì. Già dal dicembre dell'anno scorso. Piano piano, giorno dietro giorno. Un atterraggio sereno, ma senza possibilità di ripresa.
E così son passato da un male ad un altro, da un ospedale ad un altro e via dicendo. Stando ogni giorno un pò peggio. Potendo fare ogni giorno di meno.
Poi a marzo ho lasciato i settanta e mi sono inoltrato negli ottanta. E, forse perchè la mia salute non mi aiuta più, ho sentito il passaggio. Ai settanta mi ero oramai abituato da dieci anni. Adesso mi guardo attorno e cerco di adattarmi a quest'ultimo periodo di vita. Ma giorno dietro giorno mi trovo dinanzi difficoltà nuove alle quali far fronte, e, francamente, non ho avuto  il tempo e la voglia di star dietro a questo povero blog.
E' strano come le cose più elementari della nostra esistenza sono diventate per me strane sensazioni nuove: chi si accorge di respirare? Chi si accorge che il proprio cuore batte? Chi cammina rendendosi conto che compie una cosa meravigliosa?
Bene: Per me, il battito del mio cuore ed il mio respiro sono diventate il mio lavoro più importante. Vivo queste cose, per me diventate difficili, dedicandovi tutta la mia attenzione.
E dicono che non c'è nulla da fare per migliorare le cose che non possono che peggiorare. Ed allora momento per momento, giorno dietro giorno, sento il percoso indietro che vado facendo, e queste semplici cose diventano un poco più difficili.
Adesso ho ridotto i passi che mi è permesso fare per strada. E son contento di avere qualcuno accanto se guido.
Da un paio di mesi i miei reni han cominciato a dar segni di insufficienza. Così lunedì prossimo mi ricovererò ancora una volta in ospedale per scoprire di che si tratta.
E' così, amici miei. Piano piano. Giorno dietro giorno.
Ed è arrivato il tempo dei bilanci. E corro il rischio di essere troppo severo nel giudicare la mia vita.
Poi mi dico che bilanci sì, ma è molto più importante scoprire cosa fare e come fare per vivere positivamente la vita che mi resta.
Una cosa è certa: il mestiere del malato non è un mestiere inutile ed improduttivo. Sento che devo trovare l'utilità delle mie sofferenze ed il modo per riuscire a comunicare agli altri questa utilità. Offrire?
Mi auguro solo di non arrivare mai a pesare sugli altri, questo sì.
Avrò fatto tanto se riuscirò a far riscoprire la bellezza delle cose che abbiamo nella nostra vita e di cui non ci rendiamo conto.
E godrò della giovinezza altrui, sperando, questo sì, in un poco di compagnia.
Ecco. Questo è il motivo per cui torno a scrivere su questo blog. Un abbraccio a chi mi leggerà dando uno scopo a questo mio scrivere. Gigi, sempre più vecchiorimbambito.

domenica 15 novembre 2009

Ed ora, Mr B?

 Hai battuto i piedi, hai fatto la faccia feroce, hai alzato le mani al cielo, Hai ululato alla luna con chi, uomo, voleva farti ragionare, ed alla fine hai avuto il tuo giocattolo. No, davanti ai giudici io non ci vado! Sono cattivi! Ce l'hanno con me! E poi, in quest'Italia a chi vuoi che importi che tanti anni fa ho corrotto qualcuno? Allora come ora, ne sono uscito pulito. Ed ora che ho in mano tutta la potenza che mi fa l'uomo più importante d'Italia, che ho in mano tutti i giornali e le televisioni per far credere quello che voglio io, giusto ora quattro giudicattoli vogliono tirar fuori qualcosa che mi imbarazzi? Non sarei mai condannato! E chi mi farebbe mai arrivare ad un giudizio finale! ma io non voglio neanche che comincino a metter mano a cose vecchie di un secolo che possono far sorgere dei dubbi sulla mia integrità morale. Sono quindici anni ormai che riesco a farla franca! E vorrebbero che inceppassi su meschinità? Ed è bene, anche se non era proprio quello che avevo pensato in un primo momento, che tutti quegli amici miei che per adesso sono un poco nei guai ne escano anch'essi puliti. Ma si! Vita nuova. E che coloro che si aspettano un giudizio per avere giustizia vadano a cercarla altrove. Li conosco i miei amici. Sono tutti come me. Hanno solo fatto di tutto per arricchirsi e per salire quella scala che io ho salita e che tanti mi invidiano. La società siamo noi che la modelliamo. E se qualche volta a qualcuno qualche ciambella non viene col buco, è bene proteggerlo. Per solidarietà fra uguali. O "quasi" uguali. Nessuno è riuscito a raggiungere le mie vette.

giovedì 12 novembre 2009

Ancora una volta

Ancora una volta sento pesarmi addosso, per intero, il peso dell'impotenza che ci schiaccia, noi italiani, di fronte alle soperchierie ed alle porcherie che vengono fatte da chi ci governa. Lo stesso senso di impotenza che mi umiliava nell'episodio che raccontavo nello scorso post. E stavolta si tratta dell'enorme abuso che si sta compiendo con il provvedimento salva- berlusconi con la legge sul processo breve. Un abito su misura per evitare che si possa giudicare un uomo per i delitti che tutto lascia pensare abbia commesso. Ed ora sono anni ed anni che dura questo sconcio. Una persona sicura della ineccepibilità del proprio comportamento non passerebbe la vita cercando di sfuggire ai giudici. Sono tanti quelli che si sono occupati di lui? Sono tante le cause alle quali è riuscito a sfuggire? Ma mai come adesso, in maniera tanto sfacciata, la condanna di Mills condanna apertamente anche lui. Occorrerebbe che tutto un parlamento di onesti lo condannasse, ed invece si tira dietro tanta gente ed in così palese malafede, da fare disperare che questa povera Italia possa mai uscire dalla fogna in cui è caduta.
E guardo alla sinistra, unica speranza in tanto marasma...disperato. Non vedo nessun lieder in grado di riprendere in mano la situazione e rovesciare il tavolo da gioco, rendendosi conto che non di un gioco si tratta, ma della sopravvivenza stessa dell'Italia fra le nazioni civili.
Penso anche all'obiettiva difficoltà, per un cattolico, di essere e militare nella sinistra. Il bisogno di lottare ingiustizie, di portare avanti ideali di libertà vera e di uguaglianza, il desiderio di cominciare, dando la possibilità a tutti di partecipare, un nuovo cammino dove si portino avanti i veri valori civili, si scontra con una malintesa laicità dello stato, che per tanti significa solo laicismo ed anticlericalismo. La difficoltà di urlare la sacralità della vita ed il bisogno di difenderla ad ogni costo...viene considerato erroneamente valore di destra, e solo perchè, per interesse politico, la destra sta facendo finta di difendere questi valori a lei estranei, per arruffianarsi quei cattolici che ci cascano.
Alla fine, mi sento in mezzo ad un guado e non mi riconosco in alcuna casa. Vorrei una sinistra dove si desse il giusto spazio a dei valori comuni, lasciando una libertà di coscenza a tutti per tutto ciò che si riferisce all'ordine motale. Invece mi sento rifiutato e sto da parte a farmi il fegato fradicio vedendo come lui viola ogni principio di giustizia, e guardando quei tanti poveri che da lui hanno avuto solo beffe. E mi devo scansare dalle sfacciate menzogne volanti che mi girano attorno e che colpiscono come dure pietre tutti noi che le conosciamo per tali.

lunedì 2 novembre 2009

Allucinante!!!

Mi è successa una cosa allucinante. Ne sono appena uscito ma con le ossa rotte.
Come sapete quest'estate sono stato fuori. Prima a Taormina e poi a Roma: in totale una ventina di giorni.
Sia prevedendo qualcosa di simile e sia perchè sono pigro e distratto faccio tutti i miei contratti di fornitura con pagamento RID e fin ora ho vissuto tranquillo.
Senza che mi rendessi conto di cambiare società, dalla fornitura Enel servizi per l'energia elettrica, sono passato ad Enel Enegia. Sempre disponendo per pagamento RID delle bollette.
Bene. Durante una delle mie assenze mi è arrivata una bolletta da pagare con la nuova compagnia. A casa. Naturalmente non è stata pagata. E durante la seconda mia assenza è arrivato il sollecito al pagamento, per raccomandata regolarmente andata a finire alla Posta in deposito.
Al mio ritorno in città, ritiratala, ho provveduto a pagare immadiatamente quanto dovuto, il 6 di ottobre, tranquillo di avere risolto ogni cosa.
Il 12 di ottobre, all'improvviso mi viene a mancare la corrente elettrica. Dopo consulti vari, mi si dice da Enel Energia che in realtà mi si era effettuata una diminuizione drastica dalla potenza che però, avendo io pagato la bolletta, era non dovuta e da considerarsi un errore. Avrebbero provveduto a ripristinare la fornitura immediatamente.
Vi racconterei del mio calvario giorno per giorno ma ve lo risparmio perchè so quanto lungo e monotono sarebbe il racconto.
A farla breve: la diminuizione di potenza è andata aventi fino al giorno 25. Telefonate, fax e proteste varie con coinvolgimento di Altroconsumo, non hanno prodotto altro risultato che assicurazioni giornaliere di segnalazioni urgenti da parte di Enel Energia al servizio Enel perchè mi ridessero l'intera potenza di contratto.
Naturalmente, vista l'inutilità dei miei sforzi, mi sono rivolto al mio avvocato per fare fare una disposizione urgente dal giudice. Ma il tempo ci voleva comunque. Ed io restavo a casa senza poter usare freezer, frigoriferi, lavatrici, cucina elettrica, e perfino computer: tutto fermo, con la sola possibilità di accendere qualche lampadina.
Bene. Il giorno 26 ottobre, invece di ridarmi potenza mi tagliano completamente la fornitura: al buio completo, con l'aggravante che il mio telefono diventa muto perchè, avendo Tiscali, il suo funzionamento è legato alla corrente elettrica. Niente elettricità niente telefono e niente fax.
Cominciano gli appelli al Servizio clienti Enel energia che, da cellulare sono a pagamento, e salato. Ogni telefonata al call center richiede minimo 20 minuti e serve solo a sentirmi dire che mandaranno un sollecito.
Il senso di impotenza che mi aggredisce è incredibile. Non vedo altra soluzione che continuare a telefonare ben sapendo che non servirà a nulla.
Dopo 6 giorni al buio, in questa situazione kafkiana, ho l'idea di recarmi personalmente presso un Punto Enel. Faccio fatica a scoprire qual'è quello al quale è utile rivolgersi. Avrei dovuto leggerlo nel sito Enel energia...ma senza computer...
Alla fine ho trovato il posto giusto. Ho trovato un'impiegata cortese e comprensiva che, dopo avermi detto anche lei che avrebbe fatto una segnalazione, comprendendo che stavolta avrei ucciso, ha fatto delle telefonate; delle semplici telefonate, ma alle persone giuste. Le stesse che non avevano ricevuto alcun sollecito fatto via e-mail dagli uffici. Sono stato con lei, a seguire ogni suo intervento ed ogni sua telefonata pe tre ore. Ma infine la frase risolutiva: Questo pomeriggio verrà a casa sua una squadra per vedere se c'è un guasto.
E quella sera ho riavuto la luce.
Ma vi rendete conto? Dopo giorni e giorni di lotta inutile per l'unica strada che mi si diceva praticabile e che era inutile anch'essa. Il tutto sarebbe andato avanti ancora per quanto?
Adesso il mio avvocato si occuperà di chiedere i danni, ed io, appena ho avuto la possibilità di fare un fax, ho immediatamente cambiata la società fornitrice.
Ed ora sono stressato anche solo per il fatto che vi ho raccontato tutto questo.
O ME lo sono raccontato?

lunedì 5 ottobre 2009

Roma

Sono appena tornato da Roma.
Dieci giorni di gioie ed incontri, e desideri frustrati.
Sono andato per partecipare al matrimonio della mia prima nipote, Elena, e per ritrovarmi con mio fratello e la sua famiglia. Erano anni che non stavamo tutti assieme. Così ho scoperto di avere dei nipoti veramente in gamba da quelle parti. Ne ho sparsi per tutta l'Italia. Sono orgoglioso di tutti loro.
Sono stato ad alloggiare in una residenza tenuta da suore salesiane. Una stanza con bagno che non mi fatto rimpiangere troppo gli alberghi. Ma non avrei potuto scegliere altra sistemazione. Lì, ero a cento passi dalla casa di mio fratello, e mi sono accorto che questa distanza segna il limite della mia autonomia, specialmente quando ritornavo alla mia camera con un tragitto tutto in salita.
E Roma? L'ho goduta con un tour della città, su un autobus scoperto che mi ha fatto fare il giro del centro. Ed alle varie fermate scendevo e con Marica come guida giravo per le zone che reputo fra le più affascinanti del mondo, Bossi permettendo. Ho visto luoghi splendidi, negozi bellissimi, gente che era veramente viva e carica di umanità. Tutto positivo: anche il pranzo in un ristorante di Trastevere, dove ho ritrovato sapori perduti. Ed a prezzi onesti.
E così, Taormina prima e Roma dopo mi hanno fatto toccare con mano l'unico aspetto positivo del fatto che non c'è più la mia Lara: i viaggi che adesso possiamo fare e che prima non ci erano permessi per l'età e la salute del mio dolcissimo cane.
Roma è piena di cani. Di tutte le razze, le dimensioni, e le età. Quanti ne ho incontrati a spasso con i loro padroni! E con tanti mi sono fermato a fare amicizia. E sembrava che sapessero che anch'io avevo una cagnetta e che ora mi rimaneva solo il ricordo ed il vuoto del suo affetto.
Poi, decisi a fare una gita fuori porta, ai castelli, ci siamo ritrovati a...Castelgandolfo. L'unico che non ci interessava proprio. Bello il lago, e carissimo il tassì al quale ci eravamo affidati per fare un giro senza mete precise. Ma il tassista non aveva idea di quel che sarebbe potuto interessare ad un turista. A pranzo un gustoso abbacchio, pensando a quel che avrebbe detto Giò. Accompagnando quindi il tutto con insalate, frutta, e quanto di più vegetariano ci fosse.
E quando siamo ripartiti ed atterrati a Catania, ho pensato a quel che avrei voluto fare e non ho potuto fare: Incontrare la carissima Tintus, la nostra dolce Vale sparita nel nulla. Ma non avrei proprio saputo come rintracciarla. Voi ne avete notizie? Un abbraccione. GG

venerdì 18 settembre 2009

Angelo

Avevo un amico che si chiamava Angelo.
Era dell’Opus Dei.

Anch'io sono dell'Opus Dei e ritengo che la vita non sia un valore disponibile e che deve essere salvata dalla sua formazione nell'embrione fino alla sua morte naturale.
Una mattina di un po’ più di un mese fa Angelo, ha avuto un infarto. Era a casa. Era medico. E’ andato in ospedale. Con le sue gambe. Lo hanno messo in rianimazione.
Ed ha avuto un secondo infarto. Questa volta il suo cuore si è fermato.
I medici hanno fatto di tutto per rianimarlo. Dopo quarantacinque minuti sono riusciti a far ripartire il cuore. Lui però non si è svegliato. E’ rimasto in coma.
Lo hanno intubato, l’hanno messo in respirazione forzata.
E’ rimasto così per quasi quindici giorni. Alla fine il suo cuore ha smesso di battere. Hanno espiantati i suoi organi per trapianti.
Se il suo cuore non si fosse fermato avrebbe continuato ad essere in coma, intubato e con respirazione forzata.
Ecco. Questo lo chiamo accanimento terapeutico. E trovo profondamente ingiusto ed immorale praticarlo. Praticamente Angelo era già morto quando il cuore gli si è fermato la prima volta. E capisco un tentativo di rianimazione immediato. Ma per quarantacinque minuti vuol dire condannare un uomo a restare in coma o a rimanere profondamente handicappato per il resto della sua vita. Un cervello privato di ossigeno per tanto tempo non può più esercitare le sue funzioni. Muore.
Si è fatto di tutto per creare un’altra Eluana.
Solo la misericordia di Dio ha evitato questa disgrazia a lui ed ai suoi tutti.
Queste sono le cose che dovrebbero essere vietate per legge.

Lasciare che sia Dio e non un uomo a decidere della nostra morte.
E lasciare che la natura faccia il suo corso. Questa è Carità.

giovedì 17 settembre 2009

E' tardi

E' tardi. Per me almeno. Mezzanotte e 10.
Ho appena finito di vedere Ballarò. Mi aspettavo peggio. Ma la tragedia dei nostri soldati morti in Afganistan ha indotto i partecipanti a moderare i toni. E' mancata la copertina con Crozza e buona parte della trasmissione è stata dedicata ai nostri soldati. Finalmente ricordati. Così la parte della trasmissione dedicata ai fatti relativi alle porcherie che stanno succedendo in questa nostra povera Italia è stata ridimensionata. Naturalmente con i sostenitori del Berlusca che ne facevano gli elogi in contrapposizione agli esponenti dell'opposizione che ne dicevano peste e corna. Secondo me, questi ultimi, a ragione. Ed è passato come se non fosse mai avvenuto lo sconcio della trasmissione Porta a Porta e gli insulti del Berlusca a chi non la pensa come lui e non lo osanna. Ma come si fa ad avere la faccia tosta di comportarsi come lui nei confronti di una ricostruzione dell'Aquila dove quel tanto che si è fatto lo si è dovuto alla Croce Rossa ed alla Provincia di Trento? Ed in un sondaggio trasmesso il 79% degli Italiani era contento di quel che il governo aveva fatto per il terremoto. Siamo davvero tanto ciechi? In tanti mesi non si è nemmeno iniziata la ricostruzione. Niente. Eppure il battage messo su da Berlusconi ha fatto vedere cose inesistenti. Ho parlato con amici miei dell'Aquila che stanno in tenda. Sono letteralmente furiosi e disperati. Eppure...tutto va ben, madama la marchesa?

mercoledì 9 settembre 2009

E' da tanto...

E' da tanto tempo che non scrivo più a quest'ora. Sono le 23,15. Questa era, a Brucoli l'ora che dedicavo al blog. Poi è stato diverso. Intanto ho smesso di essere costante nello scrivere, poi ho cominciato a non avere più abitudini nei miei tempi. Sarà Catania. La casa di Brucoli era piccola, ed io avevo il computer in una stanzetta accanto alla mia camera da letto. Mi veniva spontaneo mentre Marica andava a dormire sedermi al pc e sfogliare bloggerbash e rispondere e commentare i vari blog e scrivere. Avevo accanto Lara che aspettava accucciata che io andassi a letto per seguirmi. Ora invece Lara non c'è più ed io sono proprio solo. Marica è a letto in una stanza lontana. Com'è dispersiva questa casa mia!
E' morto Myke Bongiorno. Mi è dispiaciuto anche se quando c'era lui in tv certamente non c'ero io a guardarlo. Ma era un vero professionista, serio. Ed è un genere di persone sempre più rare. Un uomo di quelli di cui rimpiangevo la mancanza nello scorso blog. Nel suo campo, si intende.
Ho scoperto in questi giorni che esistono i "feed". Ho aperto "Google reader". E seguo i blog di cui ho l'indirizzo giorno dietro giorno senza bisogno di rincorrerli. Tutti lì ben radunati e aggiornati. Ma mi sono accorto che scrivete tutti molto poco. Mi sono sentito meno solo in questo ed ho meno rimorsi. Voi conoscete i feed? O non mi avete messo nell'elenco dei vostri blog da seguire? Forse è per questo che mi sento così poco letto. Mi mancano i vostri commenti se devo dirvi la verità. E dei vecchi amici di tanti non conosco più i blog. Ne sapete qualcosa di Tintus? O di Giulia? O di...erano tanti e volevo bene a tutti. Mi mancano.
Dopo circa quattro mesi oggi a Catania ha piovuto. Il tempo è completamente cambiato. Addio condizionatori, e addio ai sandali. C'è una temperatura ideale, e bisognerà presto mettere la canottiera. Ma la cosa che amo meno è l'accorciarsi delle giornate. Non sono una di quelle persone che amano il buio. Mi mette un poco di tristezza.
A quest'ora a casa mia non si sente volare una mosca. Dalle strade sale silenzio. Poche le macchine che passano e da quì non sento rumori. Quasi come a Brucoli. Ma lì, oggi ci sarebbe stato un odore di terra bagnata che quì mi sogno. E' fra gli odori che amo di più. Mi mancherà.
Ed ora, amici miei, a nanna. Buona notte. Gigi vecchiorimbambito.

mercoledì 2 settembre 2009

Sono arrabbiato!

Aspetto una consegna di libri ordinati on line. Dovevano essere consegnati il 31 luglio. Mi è arrivata una mail in cui mi si diceva che la consegna non era stata effettuata per "destinatari assenti". Balle, perchè non mi sono mosso da casa. Prima telefonata : "Il pacco verrà consegnato domani". Ieri ho atteso tutto il giorno, e, alla ritelefonata di ieri sera mi hanno detto che il pacco mi sarebbe stato consegnato oggi per "cause di forza maggiore". Oggi ho atteso tutto il giorno ed ora mi dicono che devo "ritelefonare domani" per sapere qualcosa. Che razza di modi! quasi quasi rinuncio al tutto e rimando indietro i libri.
Ma di cose che mi fanno arrabbiare ce né più di una. Per esempio quello che sta succedendo in questi mesi in Italia. Parlo della questione del Berlusca, delle sue avventure amorose, della storia del Giornale e di Boffo. E delle richieste di danni alla Repubblica ed all'Unità. E di tutto il "curtigghio" che gira attorno. Mi sembra proprio di vivere in modo illucinante in una Italia impazzita. Certo in una atmosfera assurda in cui, con gli immigrati che muoiono in mare, con la Lega impazzita, con la gente disoccupata che non ha più futuro e non sa come arrivare alla fine del mese, con i giovani senza speranza, con i precari che dopo anni di lavoro vengono messi sulla strada e con mille altre tragedie che gli italiani vivono in questo momento, non si hanno altre cose da fare che star dietro a simili porcherie.
E se mi guardo attorno non vedo alcuna via di uscita per mancanza di uomini.
Ricordo, ragazzo, l'uscita dalla guerra. Non avevamo nulla e non si aveva idea da come ricominciare una vita. Ma, perbacco, allora avevamo come politici uomini. Ed erano in tutti i partiti. Avevamo dei valori, avevamo voglia di rialzarci e di vivere, ed in questo i politici ci aiutavano ed avevano diritto di esistere.
Ora mi guardo attorno e non vedo nessuno sul quale fondare una speranza. E, se l'unico a galleggiare nel nulla è il Berlusca, come galleggia sull'acqua un escremento, non so proprio in chi ed in cosa sperare. L'unico uomo che avrei definito un politico era Prodi. E se lo sono giocato. Un altro decente è Fini, ma finchè ci sarà Berlusconi e finchè gli italiani continueranno a votarlo, non c'è alcuna speranza di vedere cambiare nulla. E purtroppo è di destra! Ed a sinistra vedo solo ominicchi ed il nulla.
Come vorrei avere vent'anni! Non valgo nulla anch'io, ma cercherei di urlare con tutte le mie forze per cercare di svegliare questo popolo intorpidito e stanco, che sulla scia del suo Capo non sa che pensare al proprio interesse.
Adesso non posso che guardare con sgomento che cosa lasciamo dietro di noi, ai nostri figli.
Cosa ci vuole per rialzarci? Sgomento Gigi.